Il Tirreno

Prato

No Berlusconi, sì primarie Occupata la sede del Pdl

di Carlandrea Poli
No Berlusconi, sì primarie Occupata la sede del Pdl

Atto dimostrativo di Giovane Italia negli uffici del coordinamento di via Pomeria: «Sosteniamo Meloni e se il Cavaliere dovesse imporsi, noi ci tireremmo indietro»

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PRATO. Giovane Italia occupa la sede del Pdl. Per far capire che dalle primarie non si può tornare indietro Cosimo Zecchi, dirigente nazionale, e il gruppo pratese hanno deciso di invadere pacificamente per un giorno via Pomeria, dove si trovano gli uffici del coordinamento provinciale del partito.

L'obiettivo è ammonire sia Berlusconi che Alfano dal rinunciare alla consultazione aperta ai cittadini per la scelta del candidato premier di centrodestra. Sono talmente convinti della bontà e dell'ineluttabilità della loro posizione che nel caso Berlusconi dovesse avere alla fine un ripensamento e imporre al Pdl di ricandidarlo, senza passare dal bagno di democrazia col voto delle primarie, loro non parteciperanno alla campagna elettorale: «Non è ipotizzabile fare campagna per lui. Il centrodestra si trova ad un bivio – spiega Zecchi –: non è più il tempo del padre padrone. Serve una figura nuova per raccogliere voti in una competizione chiara e aperta». Sorridono i giovani Pdl all'eventualità di una riesumazione di Forza Italia, composta dagli stretti fedelissimi di Berlusconi, si stufano nel vedere il loro partito oscillare ogni giorno.

Le primarie teoricamente sono già state convocate, per il 16 dicembre, le firme sono in via di raccoglimento, ma tutto potrebbe cambiare per il capriccio di quel padre-padrone che è tentato da un nuovo “predellino” per tornare in campo da candidato alla presidenza del consiglio. Angelino Alfano è l'unico che realisticamente possa fare da diga ad un colpo di mano, è sensibile però agli sbalzi d'umore del capo e di parricidio o di 25 luglio in formato Pdl per ora non se ne parla. «Tenere le primarie non è soltanto una nostra richiesta – gli ricorda Zecchi –. Questo era il pensiero anche di Alfano. Se torna sui suoi passi fa un autogol e scaverebbe la fossa al partito».

Peraltro per Zecchi non si tratterebbe neppure di precludere la ricandidatura di Berlusconi, purché partorita da primarie vere. Il biasimo verso l'ex premier e verso il segretario del Pdl, d'altro canto, sono punti fermi nell'orizzonte dei giovani del Pdl. In blocco sostengono la corsa a palazzo Chigi dell'ex ministro Giorgia Meloni, che tra le nuove leve viene individuata soprattutto come la vestale di Azione Giovani e di Giovane Italia. A fare eccezione è Simone Spezzano. Anche lui però sostiene un candidato differente da Alfano, Alessandro Cattaneo sponsorizzato a Prato dall'assessore all'integrazione Giorgio Silli. La cifra di OccupyPdl è quella della ribellione antiberlusconiana e pure anti-Monti: «Noi ci collocheremo dall'altra parte rispetto al governo tecnico, che la base non ha mai voluto» chiarisce Zecchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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