Il dolore
Capriolo gira per Coiano e irrompe dal fioraio
Il negoziante: «Era una furia, non stava in piedi e se non l’avessi fermato mi avrebbe distrutto la bottega». I volontari lo hanno liberato a Popigliano
PRATO. Un cliente insolito si è presentato ieri mattina nel negozio “L’Oasi del Fiore” a Coiano; non un innamorato, nè un marito che voleva farsi perdonare qualche mancanza dalla moglie, ma una femmina di capriolo.
«Alle 12, 30 – spiega Fabrizio Bianchi, titolare del negozio - ho sentito un rumore fortissimo, ho pensato che una macchina mi avesse sfondato la vetrina, mia moglie ha cominciato ad urlare terrorizzata e così mi sono precipitato a vedere cosa fosse successo». L’animale, attirato probabilmente dai fiori e dalle piante, ha leggermente forzato la porta d’ingresso che era accostata, ed è entrato nel negozio. «Subito ho cercato di bloccare la bestia - spiega Fabrizio – era una furia, non riusciva a stare in piedi e se non l’avessi fermata mi avrebbe distrutto la bottega. Sono stati dieci minuti pazzeschi, scalciava ma soprattutto emetteva un suono strano, come di bestia al macello». Nel frattempo “L’Oasi del Fiore” si è riempita di persone attirate dalle urla inumane. «Mia mogli ha chiamato immediatamente la guardia ambientale nel frattempo ho cercato di bendare il capriolo per tranquillizzarlo e con delicatezza ho anche legato le zampe. Dopo poco si è calmato e così ho cominciato ad accarezzarlo». Un brutto quarto d’ora per entrambi. «Avevo l’adrenalina a mille – spiega il titolare del negozio- quando sono tornato a casa ho dovuto farmi una doccia rilassante e mi sono accorto che avevo qualche livido e male al ginocchio». Il capriolo era stato avvistato da qualche giorno in zona cimitero di Coiano. «Abbiamo avuto diverse segnalazioni – spiega Gargini del Gav - per preoccupazione abbiamo deciso di non catturare l’animale, ma di controllarlo, temevamo che impaurito attraversasse la tangenziale creando danni a se stesso e alle macchine». La situazione è precipitata ieri mattina, l’ungulato si è spostato verso la casa del Popolo di Coiano e da lì si è infilato, forse in cerca di cibo, nel negozio di fiori. Nel giro di tre quarti d’ora dalla chiamata la Guardia ambientale è intervenuta, ha caricato il capriolo su una jeep e lo ha liberato all’altezza di Popigliano alla Briglia. «Era in buona salute, ha mangiato un po’ brucando l’erba e poi ha preso la via del bosco - spiega il comandante - era un bellissimo esemplare di femmina di due anni. Ormai non mi stupisco più di niente, il luogo del ritrovamento era decisamente insolito, ma questi animali si spingono sempre più spesso verso valle in cerca di cibo, perchè le coltivazioni sono più frequenti in città piuttosto che in montagna, inoltre hanno paura dei lupi che sono stati avvistati sulle nostre montagne».
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