Il Tirreno

Prato

Vinology, successo alla prima edizione

di Riccardo Tempestini
Vinology, successo alla prima edizione

Oltre 1500 visitatori alla fiera sul biodinamico allestita nel Ridotto del Politeama pratese

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PRATO. «È andato tutto benissimo, soddisfatti i produttori, ma anche gli oltre 1500 visitatori, molti dei quali non conoscevano la realtà enologica biodinamica, tanto che stiamo già pensando alla seconda edizione». Così Clarissa Andreoni, responsabile di "Vinology Expo 2012", la prima fiera dedicata esclusivamente al vino e alla cultura biodinamica, allestita nello scorso fine settimana nelle sale del Ridotto del Politeama Pratese.

L’evento enologico, organizzato dall'Associazione culturale Arteria con il patrocinio del Comune, ha consentito di conoscere il vino prodotto da agricoltura biodinamica, un modo di lavorare la terra sfruttando i cicli naturali per aumentare la fertilità del terreno. Infatti, oltre a recuperare pratiche tradizionali, quali la rotazione delle colture, come normalmente avviene anche per l'agricoltura biologica, la biodinamica si basa su una serie di preparati che funzionano come vere medicine per il terreno, con un progressivo risanamento della terra, un aumento di humus e una qualità superiore dei prodotti.

«Questa manifestazione è inserita nella serie di eventi portati avanti dall'Amministrazione comunale per promuovere la produzione naturale, la filiera corta,l’ agricoltura a chilometro zero e così via», spiega l’assessore alle attività produttive Roberto Caverni, soddisfatto per il successo riscosso da questa prima edizione di Vinology Expo e disponibile per una seconda l’anno prossimo. Sono state oltre 50 le aziende presenti a “Vinology Expo”, 32 toscane 5 dal Piemonte, 5 dall’Emilia Romagna, 2 da Veneto e Lombardia, una da Liguria, Molise, Abruzzo e Lazio. Unica pratese la Fattoria di Bacchereto con la patron Rossella Bencini Tesi, convinta dall’opportunità offerta da dall’Expo: «È andata bene, tante persone, ristoratori, enoteche, addetti ai lavori, anche da fuori Prato, ma anche tanti che si avvicinavano al vino biodinamico per la prima volta». Soddisfatti anche due colleghi produttori, la collezionista d’arte contemporanea Maria Paoletti Masini con l’azienda di famiglia a San Miniato e Gabriele Da Prato, “viticoltore indipendente”, nella valle del Serchio, molto conosciuto perché suona il trombone fra le vigne e musica jazz in cantina, in quanto, spiega, «se la musica da sensazioni positive a me, le darà anche al vino».

Successo per gli assaggi biodinamici,ma anche per i workshop mirati all'incontro con gli operatori del settore e appassionati, così come gli eventi allestiti in altri spazi pratesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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