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Prato

L’ordine pubblico tallone d’Achille

L’ordine pubblico tallone d’Achille

Milone: «Passi per gli scippi, ma la bocciatura per le estorsioni è inverosimile»

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PRATO. Sono le dinamiche di ordine pubblico a frenare l'ascesa di Prato nella classifica del Sole 24 ore. Se a livello di sicurezza urbana gli indicatori avessero raccontato una realtà cittadina diversa, è credibile che la risalita sarebbe stata ancora più evidente. È proprio sull'ordine pubblico, infatti, che Prato precipita in 106a posizione. Il sindaco Cenni ricorda che su 189mila abitanti ci sono 30mila immigrati e questo, aggiunge, vorrà pur dire qualcosa, soprattutto se tiene conto che «altrettanti, presumibilmente, sono i clandestini».

Scendendo nei dettagli e passando in rassegna gli indicatori relativi all'ordine pubblico, significativo è il dato delle estorsioni, per cui Prato si colloca in posizione 100 (a due passi dalla chiusa della classifica): «Non ci risulta che su questo fronte ci siano state moltissime denunce - osserva Aldo Milone, assessore alla guida del comparto sicurezza urbana - Non mi sorprende la risultante degli scippi (96° posto in classifica), per il 90% a danno della comunità cinese che a differenza degli italiani ha l'abitudine di portare addosso denaro e preziosi, ma quella delle estorsioni non mi sembra realistica. E equivale a metterci alla pari con realtà del Sud (Napoli, Vibo Valentia e Caserta sono rispettivamente in 103,104 e 105a posizione, ndr), dove per altro ho lavorato e mi sembra un'assurdità». Ma ogni dato deve portare con sé un'interpretazione: se a Napoli 300 cittadini subiscono un'estorsione e solo 3 vittime denunciano, mentre a Prato su 3 estorsioni subite ci sono altrettante denunce, si capisce perché la città del tessile risulta alla stregua di altri territori ben più martoriati dal fenomeno. «Qui, ed è un segnale di civismo, denunciano anche il furto di una bicicletta - spiega Milone - mentre in alcune città del Sud non denunciano ormai più neppure i furti di auto. Inoltre, l'analisi del Sole 24 ore non valuta la fase della repressione: abbiamo assicurato alla giustizia il 99% dei responsabili degli omicidi che ci sono stati». Il pensiero dell'assessore corre a quando - stando al decreto sulla revisione di spesa e l'accorpamento delle province - spariranno le questure e le prefetture delle province accorpate: «Se si verificherà, sarà una tragedia», sottolinea Milone. (G.M.)

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