Il Tirreno

Prato

«Il compagno di cella mi ha violentato»

La denuncia di un detenuto, ma per la difesa non è credibile: «Voleva solo essere trasferito»

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PRATO. Violenza sessuale sul compagno di cella. Di questo è accusato un detenuto originario della provincia di Pisa che tra il gennaio e il febbraio del 2010 era recluso nella casa circondariale della Dogaia. E’ in quel periodo, secondo la denuncia presentata da un altro detenuto, che sarebbe accaduto il presunto episodio di violenza, ma dall’istruttoria svolta davanti al collegio presieduto da Ettore Nicotra è emerso qualche dubbio.

La denuncia della presunta violenza è stata sporta dall’altro detenuto, un italiano, nel corso del 2010, quando quest’ultimo era già stato trasferito all’infermeria del carcere di Livorno in osservazione. In quei giorni gli dissero che presto sarebbe tornato a Prato e lui scrisse una lettera in cui accusava il suo compagno di cella di averlo violentato in un momento in cui non erano presenti altri detenuti.

La denuncia dell’uomo, in carcere per lesioni e rapina, fece scattare gli accertamenti e dette il via al procedimento penale che ora vede imputato l’altro detenuto, nel frattempo anche lui trasferito in un altro carcere.

La difesa, rappresentata da Matilde Gabrielli, ha dato battaglia sostenendo che il denunciante non è credibile e ieri è stato chiamato a testimoniare un ispettore in servizio al carcere di Cremona, dove il detenuto era transitato prima di passare da Prato, che lo ha descritto come un soggetto che ha dato molti problemi di convivenza con gli altri detenuti. In sostanza, secondo il sottufficiale, si sarebbe reso responsabile di atti di autolesionismo e accuse agli altri detenuti allo scopo di farsi trasferire in un altro carcere.

E’ un fatto che, durante il periodo di detenzione, il detenuto che ora accusa il compagno di cella, ha girato come una trottola da un carcere circondariale all’altro. La difesa sostiene che ha un deficit cognitivo e che per questo dovrebbe essere curato.

Ma il pubblico ministero Lorenzo Gestri, di fronte all’intenzione del Tribunale di chiudere il processo già ieri, ha insistito per ascoltare un altro paio di testimoni, che potrebbero confermare il suo racconto.

Già nel 2008 il detenuto aveva denunciato di essere stato molestato da un compagno di cella, ma davanti al giudice dell’udienza preliminare, fa notare invece la difesa, disse di non ricordarsi la circostanza. Anche questo potrebbe pesare nel giudizio sulla sua credibilità. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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