Attenzione
E Ciolini presenta il conto «Le primarie siano regola»
Il vicesindaco, forte del risultato pro Renzi, chiede le consultazioni popolari ogni volta ci sia da fare una candidatura, Russo: «No per il secondo mandato»
MONTEMURLO. La vittoria di Renzi stravolge le dinamiche e le prospettive della politica montemurlese. E' il vicesindaco Nicola Ciolini, coordinatore del comitato per Renzi, a consigliare la nuova linea. «Dopo questo risultato mi sembra chiaro che le primarie diventeranno importanti tutte le volte che ci sarà da decidere un candidato in Comune, in Regione o in Parlamento. Se la dirigenza del partito non lo permetterà, poi dovrà renderne conto agli elettori». E' il primo messaggio inviato al sindaco Mauro Lorenzini. Un messaggio che, introvabile il segretario locale Gilda Fronzoni, trova la pronta risposta di Antonio Russo, capogruppo Pd in consiglio comunale: «Le primarie non si possono applicare a chi è al primo mandato – dice – E' uno strumento che serve per decidere una successione e non è questo il caso di Montemurlo». Insomma, staremo a vedere. Ciolini però non si ferma qui, nel mirino ha anche la segreteria montemurlese del Pd. «Da tempo, dopo cioè le dimissioni di Botarelli e di Ganugi (entrambi sostenitori di Renzi ndr), abbiamo una segreteria zoppa – spiega - Alla luce di questi risultati credo sarebbe opportuno renderla di nuovo completa: gli elettori di centrosinistra hanno manifestato la propria insoddisfazione per la dirigenza e dobbiamo dimostrare di averlo capito. Come dobbiamo capire che si sta aprendo un nuovo scenario nel modo di fare politica a Montemurlo – continua Ciolini – Dal vecchio si sta passando al nuovo e dobbiamo trovare un dialogo per far continuare a vivere questo partito». Affermazione che non trova d'accordo Russo: «In questo caso i risultati delle primarie non contano, conta solo la persona e se questa si assume le proprie responsabilità o no», replica. Su una cosa Ciolini e Russo sono d'accordo: sul voto che domenica ha visto protagonisti gli abitanti della frazione di Oste. Una vittoria netta di Renzi su Bersani e la quasi scomparsa di Sel. La frazione industriale di Montemurlo è da sempre un fortino “rosso”, un fortino capace tre anni fa di traghettare alla vittoria l'attuale sindaco Mauro Lorenzini nel ballottaggio contro Aurelio Biscotti. Qui, contro ogni previsione, l'affluenza di domenica scorsa è stata la più bassa di tutta Montemurlo. Ciolini e Russo, insieme anche all'assessore alla cultura Ilaria Maffei, hanno accolto gli elettori per tutta la giornata di domenica. In tutto sono stati 333. «Tante persone di centrosinistra non sono proprio venute a votare, è stato subito chiaro – ammette Ciolini - Ma a Oste, i voti di elettori non di sinistra, se ci sono stati, si contano sulle dita di una mano». Oste sembra insomma un caso più puro degli altri. Una cartina tornasole ben precisa che anche il bersaniano Antonio Russo ha letto come il renziano Ciolini. «E' evidente che nella voglia di cambiamento generale degli elettori del Pd esistono due linee di pensiero preciso – ammette – E a Oste queste due linee sono state chiare e distinte, con pochissima presenza di elettori non riconducibili al centro sinistra. La verità – aggiunge – E' che abbiamo assistito ad una chiara manifestazione di disagio di tanti elettori. Anche di quelli insospettabili: ho visto 80enni ex comunisti presentarsi al seggio per votare Renzi».
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