Sicurezza
«A Poggio non ci saranno rese dei conti»
Il renziano Puggelli non stoppa la ricandidatura del sindaco Martini che aveva appoggiato Bersani
POGGIO A CAIANO. Poggio è il comune più renziano della provincia di Prato. Qui il sindaco rottamatore ha ottenuto il 65,4% (887 voti) delle preferenze, il risultato migliore dei sette comuni pratesi. Vendola ha ottenuto il 5,9%. Bersani si è fermato al 26,9%, pari a 238 voti. Poco per essere il candidato scelto dall'intera giunta comunale, sindaco Martini in testa. Ed è proprio alle amministrative di primavera che guarda Francesco Puggelli, segretario del Pd poggese e renziano convinto, ma non per sfidare la ricandidatura di Martini che è confermata, bensì per fare tesoro dei quasi 900 poggesi che domenica si sono recati alle Scuderie per scegliere il proprio candidato. «Non faremo valere il nostro peso perchè altrimenti saremo uguali a quelli che vogliamo cambiare - dice - Non ci sarà nessuna resa dei conti perché è stata il male del nostro partito. Noi siamo diversi e pensiamo ad un modo diverso di fare politica. Chi è venuto ieri, lo ha fatto per dire no al vecchio modo di fare politica. Sono stato al seggio tutto il giorno e ho osservato bene tutte le 887 persone che hanno votato. C'era voglia di partecipare e di mettersi in gioco. Sono 887 buoni motivi per essere all'altezza delle prossime elezioni. Lo stato di salute del centrosinistra è 887 volte positivo. Siamo il punto di riferimento per Poggio come lo siamo a livello nazionale. Il miglior antidoto contro grillini e finti civici perchè 887 civici erano lì con noi Non facciamoci del male anche quando vinciamo. Perciò non ci sarà nessuna sfida a Martini perchè altrimenti non si è capito nulla e non si è imparato dagli sbagli passati. Prendiamo il buono delle cose». Nessun “effetto primarie" neanche sulla composizione della seconda giunta in caso di vittoria di Martini: «Sarà lui a decidere» chiosa Puggelli, che invece ne approfitta per bacchettare i vertici regionali del Pd. «Chi attacca la segretaria provinciale Bugetti, che ha la mia stima e il mio sostegno, sbaglia perché non solo è stata corretta e sta cogliendo l'aspetto positivo delle primarie, ma anche perché sta portando avanti un difficile lavoro di rinnovamento. Casomai invito i vertici regionali, e penso a Manciulli, ad una riflessione. Loro vanno da una parte, il popolo da un'altra. Anziché recriminare è ora di cambiare il sistema e di raccogliere lo straordinario messaggio che ci ha mandato il nostro elettorato. Bisogna continuare a coinvolgere la base. Ad esempio optando per le primarie nella scelta dei parlamentari. Scendiamo dagli alberi e andiamo in mezzo alla strada». (e.b.)
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