Il Tirreno

Prato

«Voglio camminare in mezzo alla gente»

di Giovanni Ciattini
«Voglio camminare in mezzo alla gente»

Oltre duemila persone in piazza Duomo per l’ingresso nella Diocesi di Prato del nuovo vescovo Franco Agostinelli

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PRATO. Una Prato un po’ infreddolita e impigrita ha accolto in una domenica umida e uggiosa l’arrivo del nuovo vescovo Franco Agostinelli. Un abbraccio sincero e affettuoso da parte delle oltre duemila persone che hanno affollato ieri pomeriggio piazza del Duomo. Un numero di fedeli forse al di sotto delle aspettative in considerazione dell’evento: il vescovo Gastone Simoni, molto caro ai pratesi, ha ceduto il testimone infatti dopo vent’anni. E anche il colpo d’occhio nella piazza sarebbe potuto essere migliore se, per esempio, vi fosse stata una maggiore partecipazione alla coreografia (pochi i drappi porpora alle finestre).

Dopo la sosta in piazza Santa Maria delle Carceri il vescovo Agostinelli ha percorso il tratto di strada fino a piazza Duomo a piedi con a lato il vescovo Simoni e i due rappresentanti delle istituzioni cittadini, il sindaco Cenni e il presidente della Provincia Gestri. Saluti, strette di mani, applausi. Cenni e Gestri si sono trasformati in “guide turistiche” segnalando al vescovo di Santa Firmina (il sobborgo aretino di cui è originario) palazzi storici (museo civico) e monumenti ( Datini).

Alle 14,50 il vescovo Agostinelli è entrato in Duomo per l’inizio della cerimonia ufficiale. In platea, davanti al palco sul quale ha poi trovato posto un folto stuolo di vescovi toscani ma anche i suoi amici vescovi di Perugia, Gualtiero Bassetti e di Alba, Giacomo Lanzetti, le comunità religiose pratesi, le associazioni di volontariato, i gruppi di scout, politici, autorità locali e rappresentanti della città laica. A presiedere la solenne liturgia eucaristica il cardinale di Firenze Giuseppe Betori, metropolita. In platea anche la madre novantenne del cardinale.

Nella sua omelia il vescovo Agostinelli non ha mancato di ringraziare che gli è stato vicino negli anni trascorsi ad Arezzo e a Grosseto (undici anni). Si è poi soffermato su di un tema che gli è molto caro: la necessità per chi opera nella Chiesa di uscire dal tempio e di camminare in mezzo alla gente. Di avere a cuore i problemi di chi soffre, dei poveri, degli immigrati. «Vorremmo continuare a portare il nostro contributo - ha detto - per portare al termine della nostra giornata, di aver lasciato il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato». Il vescovo Simoni gli è stato al suo fianco incoraggiandolo: «Non temere, non temere: guarda fiducioso agli anni che verranno». Ricevuto il Pastorale dal vescovo Simoni ha poi proseguito la liturgia fino all’Ostensione del Sacro Cingolo, prima dalla Loggia del Ghirlandaio all’interno della cattedrale e poi dal Pergamo di Donatello. Il tutto è poi culminato alle 17,30 con le campane sciolte a festa, canti, applausi e lo sventolio dei fazzoletti degli scout.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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