Sicurezza
Tanto entusiasmo per il nuovo pastore
C’è chi si aspetta uno stretto rapporto coi giovani e chi si attende una particolare attenzione verso gli strati più poveri della popolazione
PRATO. Dalla folla di fedeli pratesi che hanno partecipato alla cerimonia del nuovo vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, si leva un coro di apprezzamenti. Sono parole piene di entusiasmo e cariche di aspettative quelle spese dai cittadini per dare una prima impressione del nuovo pastore della Diocesi di Prato al quale rivolgono un appello: «Stia vicino ai nostri giovani». Lo sottolinea Luca Cappelli, che con la sua esperienza di insegnante di religione vive quotidianamente a stretto contatto con i ragazzi: «C’è bisogno di una figura in grado di capire le loro esigenze per colmare quel distacco che si è creato negli ultimi tempi (nonostante siano stati fatti notevoli passi in avanti) tra la chiesa e le nuove generazioni dovuto molto spesso a un modo di porsi incompatibile con la modernità in cui vivono i giovani d’oggi». La speranza è che possa fare loro da guida, in un momento in cui molte famiglie sono prese da problemi e difficoltà economiche. «Il nuovo vescovo dev’essere una persona in grado di coinvolgere di più i ragazzi – afferma - Claudia Tonini, anche lei docente e madre di una bimba – spesso quello che ci chiedono è soltanto un punto di riferimento e la chiesa deve essere pronta a darglielo. In monsignor Agostinelli ho fiducia, mi è sembrata una persona energica, in grado di potercela fare». Anche Carla Spinelli, casalinga, dopo aver assistito all’evento in piazza Duomo si è lasciata andare a commenti positivi, invitando il nuovo vescovo ad avere un occhio di riguardo per le giovani generazioni: «C’è bisogno di creare luoghi di aggregazione e di stare più vicino alle parrocchie – afferma - il nostro vescovo emerito, monsignor Simoni, al quale ero molto affezionata, ha lavorato molto in questo senso e mi aspetto che il nuovo vescovo sappia portare avanti il suo operato nel migliore dei modi. Mi ha fatto una buona impressione e da quello che ho potuto vedere, mi è sembrata una persona gioviale e di buon carattere». Per Rolando Tosti, geometra 62enne, fare il vescovo a Prato oggi significa sapersi prendere cura di tutti «con particolare attenzione verso gli strati più poveri». «Ora più che mai questa città ha bisogno di un vescovo operoso, efficiente e capace di stare vicino alla gente come lo è stato Simoni – aggiunge – chiunque l’abbia scelto avrà tenuto conto delle difficoltà che ci sono in questa città indicando una persona concreta che sappia parlare anche di lavoro». Non è mancata qualche polemica: «Avrei evitato di far parlare la ragazza cinese – fa notare Franco Bonacchi, pensionato - per il resto è stato un gran bell’evento». «E’ stata una cerimonia molto bella che ha permesso a tutti noi cattolici di stare vicino al nostro pastore nel giorno del suo insediamento in Diocesi - dice Ines Fogacci - mi ha fatto un’impressione positiva: è una persona semplice».
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