La manifestazione
Renzi è il “mattatore” arriva a quota 56,9%
Affluenza record alle urne: 23.728 votanti. Bersani si ferma al 32,2%, Vendola supera l’8. Bugetti: «Il voto di centrodestra è stato del 10%»
PRATO. Affluenza clamorosa, per un risultato che è una bomba atomica. Matteo Renzi, il rottamatore auto ridimensionatosi a innovatore nel corso di questa tesa campagna elettorale, a Prato ha doppiato il risultato del segretario nazionale Pierluigi Bersani. Una vittoria potente, ancora più netta di quella in Toscana dove comunque Renzi fa il pieno.
Il sindaco ha vinto o stravinto in tutte le sezioni elettorali, tranne una, Carmignanello, la roccaforte della segretaria Ilaria Bugetti, bersaniana. Che non si sente messa in discussione: «Questo è tutto Pd» dice sorridente. Ma il clima in via Carraia è lugubre già dalle 20,30 orario di arrivo delle primi risultati. La tendenza è netta: la vittoria del rottamatore è decretata già alle 21,30. E Lorenzo Rocchi, uno dei giovane bersaniani che più si sono spesi per la vittoria del segretario nazionale, intona l’inno di Forza Italia. Tanto per far capire come la pensa.
Su 23mila 728 voti, un’affluenza paragonabile solo a quella delle primarie per Prodi nel 2005, 13.472 sono andati a Matteo Renzi, che conquista il 58,03% delle preferenze; 7.627 a Bersani che si attesta sul 31,4. Terzo, come nelle previsioni, Nichi Vendola, che a Prato porta a casa un dignitoso 8,1% con 2088 voti. «Se si considera che l’unico dato paragonabile è quelle delle amministrative 2009 - dice la segretaria di Sel Nicoletta De Angelis - nelle quali il nostro partito arrivò al 3%, direi che cinque punti in più possono essere considerati un buon risultato». Briciole per gli altri due candidati: a Laura Puppato sono andati complessivamente 427 voti pari a 1,80% mentre a Tabacci 54 per uno 0,23%. Totalmente ininfluente.
Per la terza volta in tre anni, prima con le primarie per il sindaco e la vittoria di Massimo Carlesi su Paolo Abati nel 2009 poi, subito dopo, con il risultato in Comune, passato dopo 63 anni di governo di sinistra nelle mani del centrodestra, l’elettorato “rosso” di Prato “bastona” l’apparato. E’ la lettura di tanti, anche di alcuni giovani supporter di Bersani che ammettono: «A questo una punto una riflessione bisogna farla».
Tra i “renziani” doc - Simone Barni che raccoglie numeri in una stanza di via Carraia, Ciro Becchimanzi, appena arrivato da uno dei seggi, Matteo Biffoni, che commmenta i risultati in diretta su Tv Iride, Massimo Carlesi e Caterina Marini, entrambi tutto il giorno ai seggi - la soddisfazione è enorme. «Ci speravo - è il commento di Becchimanzi - e ho cominciato a crederci davvero quando ho visto sfilare al seggio tante facce sconosciute, gente che è venuta, si è iscritta e ha votato». Solo un numero, indicativo: a Galciana, sezione di Becchimanzi, si erano preiscritti in 250 ma in 600 si sono presentati in cabina. Per Carlesi: «Ha vinto la voglia di cambiamento, un vento forte che si avvertiva già nei giorni scorsi».E’ la segretari Bugetti a sottolineare «la grande prova di democrazia e di partecipazione che Prato ha dato» puntualizzando però che «il voto di centrodestra c’è stato e potrebbe raggiungere - continua - la quota del 10 per cento del totale». Oltre 2mila voti spuri, dunque. «Mi auguro - aggiunge - che si tratti di persone deluse davvero dal centrodestra e che hanno firmato in modo convinto il programma di governo del centrosinistra. L’univa verifica effettiva sarà quella delle elezioni politiche in primavera quando scopriremo se queste persone hanno scelto un progetto politico o una persona». Per Alessandro Michelozzi, leader dei Socialisti «l’affluenza a Prato, in Toscana e in Italia ha dato uno schiaffo all’antipolitica».
Ora la macchina organizzativa ripartirà per il ballottaggio di domenica prossima. I socialisti staranno con Bersani. «Sel - dice DeAngelis-prima di decidere vuole un confronto sui temi».
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