Il Tirreno

Prato

Uckmar spiega agli imprenditori le “Reti d’impresa”

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PRATO. Domani pomeriggio alle 14,30 al Palazzo delle Professioni di via Pugliesi si terrà un’importante convegno nazionale dal titolo “Progettare e fare Reti di Impresa” organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili insieme alla ACB Group. Ad aprire i lavori sarà il presidente dei commercialisti pratesi Paolo Biancalani insieme al presidente della Camera commercio Luca Giusti e al presidente dell’Unione industriale Andrea Cavicchi. Coordinerà i lavori Victor Uckmar, professore emerito dell’Università di Genova oltre che socio fondatore e presidente del CdA del network ACBGroup. Nella prima parte si parlerà di politiche industriali, reti di imprese e sviluppo locale con Fabrizio Cafaggi, ordinario di Diritto privato a Trento. Per il settore tessile e le reti d’impresa sarà Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della moda italiana, a intervenire. Con Silvia Bocci, studio ACB Group Prato, si entra nell’argomento di quando la rete è presupposto per tessere sviluppo, Riccardo Grazzini, Esaote Firenze, svilupperà una case history sull’esperienza Ribes. Andrea De Bastiani della società Timavo Tivene Tv spiega le professionalità richieste, vantaggi, criticità e primi bilanci dell’applicazione delle Reti e Riccardo Matteini del Gruppo Colle illustra le opportunità nel settore tessile pratese.

La seconda parte dell’incontro si svilupperà con una tavola di interventi programmati tra i principali attori dello scenario economico industriale del Paese, che metterà a confronto istituzioni, mondo accademico e professionale sul tema del Contratto di Rete moderato da Silvia Pieraccini, giornalista de Il Sole 24 ore, con interventi di Andrea Lulli, Marco Bellandi, Vinicio Biagi, Andrea Quattrocchi, Antonella Andrei, Giovanni Casartelli, Daniela Toccafondi, Massimo Bressan, Anselmo Potenza, Caterina Corrado Oliva, Gabriele Antonelli e Mauro Brunelli.

«Le reti di impresa rappresentano indubbiamente uno strumento per realizzare aggregazioni ed alleanze più flessibili ed efficaci rispetto ai tradizionali strumenti di concentrazione e fusione utilizzati nel passato – spiega Biancalani - La rete permette di creare sinergie, massimizzare i vantaggi competitivi e razionalizzare i costi mantenendo la creatività connessa all’individualismo imprenditoriale caratteristico della piccola impresa. D’altronde, la questione se le reti di impresa realizzino la naturale evoluzione del distretto industriale o se preesistano ad esso rimane assolutamente sullo sfondo tanto in rilievo emerge, invece, la necessità di definire politiche industriali che incentivino il fenomeno in modo da dare impulso ad un meccanismo di sviluppo assente ormai da tempo negli interventi normativi».

Vezio Trifoni

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