Il Tirreno

Prato

Asl, il bilancio è in rosso «Ci mancano 10 milioni»

Asl, il bilancio è in rosso «Ci mancano 10 milioni»

Sono i minori trasferimenti ricevuti dallo Stato, ma si spera nell’assestamento Smentita l’intenzione di rinviare gli interventi chirurgici programmati

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L’Azienda sanitaria non avrebbe intenzione di sospendere gli interventi chirurgici programmati, come hanno fatto altre Asl, ad esempio Livorno, ma chiuderà comunque il bilancio in rosso. Lo conferma il direttore amministrativo Massimo Braganti.

Di quanto sarà il passivo ancora non è dato sapere, ma certamente è di qualche milione di euro. «I conti sono presto fatti - spiega Braganti - Rispetto allo scorso anno abbiamo ricevuto minori trasferimenti per circa 10 milioni di euro e in queste condizioni non è facile far quadrare i conti».

Trattandosi del bilancio di un’Azienda sanitaria, non ci sono troppe certezze, nemmeno sulle previsioni, perché di solito i conti si fanno solo dopo il tradizionale riassestamento di dicembre.

«Aspettiamo di vedere quante risorse ci verranno assegnate - dice Braganti - e poi faremo le nostre valutazioni. Teniamo conto che l’anno scorso di questi tempi eravamo sotto di cinque milioni e siamo riusciti a chiudere in pareggio. Quest’anno non ce la faremo. Certo è che abbiamo i costi di funzionamento tra i più bassi e ci meriteremmo una certa considerazione».

Quanto alla paventata sospensione degli interventi chirurgici programmati, ancora non se ne parla. «Il direttore dell’ospedale non ci ha rappresentato questa necessità - dice Francesco Bellomo, direttore sanitario - Al momento la questione non è all’ordine del giorno». E il diretto interessato conferma. «Al momento non c’è questa necessità - dice Sergi - Se si dovesse presentare lo renderemo pubblico». Essendo ormai alla fine di novembre, l’eventualità sembra da scartare. Anche perché si tratta di una misura impopolare, che a Livorno, dove lo stop sarà per un mese e mezzo, ha già suscitato vivaci proteste.

«Qualche difficoltà l’abbiamo riscontrata anche noi - sostiene Massimo Braganti - ma da qui a bloccare tutto ce ne corre. Abbiamo invece cercato di razionalizzare l’uso del personale, la gestione delle ore di sala operatoria e dei posti letto. Del resto rinviare gli interventi programmati è un’arma a doppio taglio. C’è il rischio che il paziente vada a farsi operare nell’ospedale di un’altra Azienda sanitaria e a quel punto diventa una “mobilità passiva” e dunque un costo per la nostra Asl. Per questo bisogna pensarci due volte prima di farlo». Intanto il Partito umanista preannuncia per il prossimo 15 dicembre un presidio davanti al “Misericordia e Dolce” per chiedere che l’ospedale non venga chiuso. Secondo gli umanisti il nuovo ospedale di Galciana avrà 200 posti letto in meno e «sarà gestito come una fabbrica».

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa