Il Tirreno

Prato

Primarie, vigilia tesa la “regola Prato” divide

di Alessandro Pattume

Per il renziano Barni: «Ciò che facciamo qui non sta né in cielo né in terra» mentre per il bersaniano Bartolotti «Ai seggi servirà serenità e severità»

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PRATO. «Spero si presentino ai seggi. Se dicono di essere per Bersani, magari li fanno votare». Così Simone Barni, rappresentante dei renziani nel comitato provinciale, si gioca l'ultima carta delle primarie: una “donna di picche” che porta il mantello della provocazione ma anche l'espressione di un appello vero e proprio. Sono le conseguenze della regola pratese alle primarie scoppiata a Montemurlo mercoledì scorso. E' quella che vieta il voto non solo a chi svolge attività politica contraria alla coalizione “Italia Bene Comune” ma anche a chi, come nel caso del montemurlese Alessandro Gavazzi, è stato iscritto ad una lista civica appoggiata dalla destra senza poi essere eletto. «E' stato Luigi Berlinguer nei giorni scorsi a esprimersi in modo chiaro sulla cosa - aggiunge Barni - Ha specificato che questa regola non ammette al voto coloro che svolgono e svolgevano azione politica contraria. La regola adottata a Prato non sta né in cielo né in terra – prosegue - Impone l'applicazione di una geometria che varia a seconda di chi ti trovi davanti. Tutto questo per una decina di persone sospettate di essere di destra. Tutta Italia ci sta guardando: Bersani merita dei suoi meno paurosi». Parole pesanti cui risponde il collega Luciano Bartolotti, rappresentante dei bersaniani. La sua ultima carta è ben diversa da quella di Barni. «Io sono convinto che abbiamo la possibilità di fare delle belle primarie, se ognuno di noi si attiene alle regole. Ai presidenti di seggio dico quindi di vivere la giornata di domani con grande serenità, ma senza rinunciare alla severità». Bartolotti chiama quindi al proprio dovere i presidenti di seggio e risponde così alle provocazioni. «Potremmo discutere per giorni interi – comincia – Però a me sembra che quella espressa dal comitato sia stata una posizione seria e soprattutto nata da un'impostazione ragionevole. La cosa che da fastidio è semmai questo bisogno di visibilità di qualcuno». Registrato il no comment del coordinamento provinciale Sel: «Non possiamo e non vogliamo esprimerci sulle decisioni dell'ufficio elettorale di Montemurlo», Nicoletta De Angelis, segretaria provinciale, sposta la discussione del permesso di voto su chi, a votare, negli ultimi anni non ci è proprio andato. «Mi stupisco come certe polemiche sulle regole spuntino dal nulla dopo che tutti i rappresentanti dei comitati le hanno votate – comincia - Le regole però sono regole e come tali vanno rispettate. Da politica di sinistra io vorrei una cosa sola: che le primarie riuscissero a coinvolgere quei tanti elettori di sinistra che da tempo non votano. Sono queste persone che mi auguro partecipino alle primarie – conclude – Non certo quelle di destra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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