Sicurezza
Prato cambia profilo al nuovo Pecci spunta la torre-antenna
Quattro trasporti eccezionali per il materiale di montaggio È alta 37 metri. L’assessore Caverni: siamo alla stretta finale
PRATO. Fra un anno il nuovo Centro Pecci sarà finito, ma non è detto che sarà pronto per l’attività espositiva. Ieri mattina è terminato il montaggio della “torre-antenna”, arrivata da Verona grazie a 4 trasporti eccezionali, vista l’altezza di ben 37 metri.
Disegnata da Maurice Nio, come tutto il progetto del Pecci 2, verrà ora ricoperta dalla lega di alluminio color oro, con cui verrà rivestito tutto lo scheletro “a ciambella” del nuovo museo, realizzata da una ditta tedesca, al posto del più costoso rame. Sul significato del “pennacchio” ecco quanto scrisse Maurice Nio: «È un incrocio fra un corno e un’antenna, perché da una parte è uno scudo mostrato nel suo orgoglio a visitatori e passanti e dall’altro sonda gli umori culturali alla ricerca di nuove correnti». Per l’assessore ai lavori pubblici Roberto Caverni, invece, ha un significato molto più pratico, perché «oltre che captare e diffondere energia creativa, è il segnale più idoneo per far capire che siamo alla stretta finale, dopo tante interruzioni dovute a problematiche finanziarie del costruttore».
Sono state infatti regolate tutte le condizioni contrattuali per terminare i lavori entro la fine del 2013, compreso l’arredo del museo che andrà a bando a primavera. Secondo l’assessore, le porte del nuovo Centro Pecci si potrebbero aprire al pubblico entro tale data, così come sarà pronto il Museo Civico, il Bastione delle forche e piazza delle Carceri. Se la costruzione del Pecci 2 è oramai sulla strada giusta, non altrettanto si può dire per il futuro “gestionale” dell’unico museo regionale di arte contemporanea. Il sindaco Roberto Cenni, nella sua veste di presidente del museo, non ha ancora rinnovato il consiglio di amministrazione, in carica da oltre 7 anni, rinviando la nomina dei tre consiglieri di propria competenza, asserendo di voler attendere quello spettante al consiglio regionale, che però ha un iter più complesso legato ad un bando pubblico. Eppure le problematiche legate all’inaugurazione del nuovo museo sono tante, a cominciare dalla condizione in cui si trova il “vecchio” edificio, coperto dalla ruggine dopo 24 anni di onorato servizio e quasi nessuna vera manutenzione. Eppoi come affrontare la gestione del “nuovo” con tanto più spazio espositivo, servizi, biblioteca, bar-ristorante, book shop, Archivio fotografico toscano. Per non parlare della direzione artistica, con l’attuale in scadenza a giugno, ma con la mostra inaugurale, sicuramente di altissimo livello, fra appena un anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google