Sicurezza
I compiti dei ragazzi spediti al Ministero Protesta della scuola
PRATO. Cinquanta insegnanti, ciascuno con una busta di compiti in mano, si sono ritrovati ieri sera davanti alle poste centrali per spedirla al ministro della pubblica istruzione Profumo . Un...
PRATO. Cinquanta insegnanti, ciascuno con una busta di compiti in mano, si sono ritrovati ieri sera davanti alle poste centrali per spedirla al ministro della pubblica istruzione Profumo . Un flashmob in piena regolare per attirare l’attenzione sulla situazione in cui si trova la scuola italiana: «Protestiamo contro i tagli – ha spiegato Paolo Bruni rappresentante del coordinamento pratese degli insegnanti - ma anche contro l’utilizzo del fondo d’istituto per finanziare gli scatti di anzianità dei docenti».
Una scelta che porta ad impoverire le casse delle scuole e inevitabilmente a tagliare su servizio e progetti. «La mancanza di soldi – spiega Orietta Santini dell’ Istituto comprensivo Puddu- si ripercuote inevitabilmente sui ragazzi; ad esempio nel nostro istituto c’è un ragazzino con una forte disabilità che andrebbe seguito ogni momento della giornata, invece ha diritto soltanto a sei ore di sostegno e ancora non potremo garantire l’alfabetizzazione degli alunni stranieri e il servizio di biblioteca che era molto apprezzato dai nostri studenti».
Gli insegnanti della provincia pratese hanno anche manifestato contro l’idea diffusa che sminuisce il loro lavoro. «E’ una questione di dignità – spiega Veronica Morganti dell’ istituto comprensivo Puddu – si pensa a noi come ad una categoria che lavora soltanto qualche ora la mattina e ha due mesi di ferie durante l’estate, invece abbiamo tantissime ore non retribuite, penso alla correzione dei compiti o alle programmazioni. La proposta di aumentare l’orario lavorativo, inoltre non prevedeva un aumento dello stipendio».
La protesta degli insegnanti è stata anche sostenuta dall’ Idv.
Alessandra Agrati
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