Sicurezza
Crisi e traffico, San Paolo in ginocchio negozianti in rivolta
Quartiere isolato dopo la chiusura di via Traversa Pistoiese e via San Paolo: «Noi commercianti costretti a chiudere»
PRATO. Quei pochi metri di transenne, giusto per chiudere al traffico metà di via Traversa Pistoiese, hanno provocato effetti devastanti. Le vittime, a sentir loro, sono i commercianti di San Paolo, quartiere iper popolato nella circoscrizione Ovest, con una novantina di attività commerciali, che in meno di due anni si sono visti dimezzare gli incassi annuali. Un bel problema in tempi di crisi.
«Vivevamo, soprattutto, degli affari che ci portavano i clienti di passaggio. Ma da quando il Comune ha rivoluzionato gli accessi a San Paolo in questa zona sembra sia sceso il coprifuoco. Se prima avevamo miglia di auto che passavano quotidianamente, oggi si contano sulle dita di una mano». Andrea Palloni è un gioielliere, e il suo negozio, proprio in via dell’Alberaccio, la strada principale dell’area, aperto nel 1985, per venticinque anni ha funzionato bene, negli ultimi due, invece, le chiusure dei bilanci sono difficili. Cos’è accaduto? Per i commercianti la responsabilità va cercata nelle scelte fatte per garantire, da un lato, l’accessibilità al centro commerciale Parco Prato e dall’altra, per tracciare la nuova viabilità dell’ospedale che nascerà, a breve, proprio al di là della tangenziale che costeggia San Paolo.
«Hanno deviato tutto il traffico sulla tangenziale - continua il gioielliere - e nello stesso tempo hanno reso impossibile l’ingresso al quartiere. Se fossi malizioso - conclude Palloni- direi che, nonostante quel che è stato detto, il Comune si è mosso in un senso solo: per favorire la grande distribuzione e creare difficoltà ai negozi al dettaglio».
Quello che proprio commercianti e residenti di San Paolo non hanno mandato giù e che sia stata chiusa, ormai nel lontano luglio 2011, una parte di via Traversa Pistoiese, all’incrocio con via dei Palli, la strada che sbocca sulla tangenziale, a cento metri in linea d’aria dal Parco Prato, che fino a due anni fa, prima dell’inizio dei lunghi e faticosi interventi per la viabilità del nuovo ospedale (al posto della rotonda nascerà il sottopasso) era a doppio senso. Di lì si entrava e si usciva da San Paolo senza difficoltà, di lì le auto in transito percorrevano il quartiere e spesso facevano uno stop per qualche acquisto. Ora invece si esce e basta: strada percorsa solo dai residenti. Idem dicasi per via San Paolo, anche quella transennata: si entra ma non si esce. «In più nei pochi accessi alla zona rimasti transitabili – è il giudizio del consigliere comunale Pd Nicola Oliva, deciso sull’assetto viario del quartiere a dare battaglia - manca completamente la segnaletica. Si percorre la tangenziale ma non c’è un cartello che indichi che, svoltando a destra, si entra a San Paolo». Incrocio anonimo quello su via Galcianese, altrettanto anonimo l’ingresso su via Mascagni. «Siamo terra di nessuno». Ne è convinto anche Alessadro Coppi, titolare della mesticheria che nel 1983 aprì suo padre in via Vivaldi e che a fine anno chiuderà i battenti. «E’finita male - dice Alessadro - Sa quante chiavi devo fare ogni giorno per arrivare a un incasso decente? Chiudo perchè manca chi compra, chiudo perchè il nuovo assetto viario ci ha portato solo problemi la viabilità, chiudo perchè qui non ci sa fa più». Serrande abbassate anche per il negozio attiguo, di articoli da regalo, sempre di proprietà della famiglia Coppi. «Non si sposa più nessuno - conclude Alessandro - e noi di conseguenza affoghiamo». Crisi e viabilità un binomio “killer” anche per Anna Baldi di Feste Bomboniere di via dell’Alberaccio e per Fabrizio Ballandi di Effe Calzature, proprio di fianco: «Ci hanno isolato con la conseguenza che le nostre entrate sono calate del 40 per cento». Male gli affari anche per la boutique Resy Shop di Rosi Rosati: «E’ diventata una strada morta». E niente più colazioni per il Caffè La Rotonda: «Sono qui da 22 anni - dice Patrizia Pecori - ma ora non ci si fa più». Il consigliere Oliva chiederà di aprire via Traversa Pistoiese «almeno per Natale per dare respiro ai commercianti». Altrimenti un commando è già pronto: «Siamo decisi - dicono i commercianti - Le transenne le leviamo noi».
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