La manifestazione
Chiesti 10 anni per l’omicidio
Pratilia: due romeni massacrarono di botte un marocchino
PRATO. Non avevano intenzione di uccidere, ma lo hanno fatto. Ne è convinto il sostituto procuratore Roberta Pieri, che ieri ha chiesto la condanna a dieci anni di reclusione per omicidio preterintenzionale nei confronti di due romeni arrestati nel luglio dell’anno scorso con l’accusa di aver ucciso il marocchino Abdelkebir Tayaa, 45 anni, nel parcheggio di Pratilia, il 3 giugno.
Adrian Neculaes e Iulian Martinas, difesi da Tommaso Magni e Sabrina Serroni, sono comparsi ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare per essere giudicati col rito abbreviato, ma la sentenza verrà pronunciata martedì.
Abdelkebir Tayaa fu ammazzato di botte la notte del 3 giugno 2011 dopo una lite coi due romeni accanto al chiosco che vende panini, e fu lo stesso gestore del chiosco a mettere i carabinieri sulla buona strada. Le indagini, anche con l’aiuto delle telecamere, individuarono i due presunti autori del pestaggio e un terzo romeno, Andrei Szavuy, arrestato per favoreggiamento. Lo scorso 11 gennaio il chiosco dei panini è stato dato alle fiamme, ma non sono stati trovati elementi per collegare l’incendio alla testimonianza del gestore.
I due romeni sostengono di aver agito per legittima difesa e di non aver voluto uccidere il marocchino, e i loro difensori hanno infatti chiesto che venga riconosciuta la legittima difesa. Una tesi a cui non crede il pubblico ministero, che ha insistito per la condanna a dieci anni di reclusione. Il terzo romeno verrà giudicato in seguito. (p.n.)
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