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Prato

Troppi detenuti nelle carceri Gli avvocati lanciano un Sos

Troppi detenuti nelle carceri Gli avvocati lanciano un Sos

La Camera penale: servono provvedimenti urgenti. Proiettato un documentario in Tribunale E dalla Dogaia arriva la richiesta di aiuto: «Celle sovraffollate, doccia tre volte alla settimana»

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PRATO. «Di fronte ai morti non si può aspettare la prossima legislatura. Bisogna intervenire subito». Così l’avvocato Gabriele Terranova ha introdotto la proiezione del documentario “Prigioni d’Italia” realizzato dall’Unione delle Camere penali italiane in occasione dell’astensione degli avvocati proprio per sensibilizzare la cittadinanza sulle condizioni in cui versano molte case circondariali.

La proiezione è avvenuta ieri mattina nell’aula del Tribunale intitolata a Rocco Chinnici, di fronte a numerosi avvocati e rappresentanti di associazioni che si occupano di carcere e detenuti.

Il video dura 12 minuti e descrive in maniera efficace la condizione della maggior parte dei detenuti, costretti a convivere in celle sovraffollate e in strutture spesso fatiscenti. Un problema che riguarda anche la casa circondariale di Prato, dove nelle ultime settimane ci sono stati un suicidio e almeno due tentativi di suicidio.

In Italia, invece, dall’inizio dell’anno i suicidi in carcere sono stati 51. Alla Dogaia, passato l’effetto dell’indulto, che fece uscire centinaia di detenuti, si è tornati alla situazione precedente al 2006. La capienza ufficiale del carcere è di 476 detenuti. In realtà oggi ne ospita 708, a fronte di una “capienza massima tollerabile” di 713. Nelle scorse settimane si è arrivati anche a superare quota 750, con gli immaginabili disagi per chi deve vivere in quel posto.

«Ora per fortuna il Provveditorato ha smesso di inviarci detenuti - spiega un educatore della Dogaia, Pasquale Scala - e anzi qualcuno è stato trasferito».

Ma quanto potrà reggere la casa circondariale?, si chiede chi ci lavora e si chiedono gli avvocati che si fanno interpreti della sofferenza dei loro clienti.

«C’è un disegno di legge fermo in Parlamento - spiega l’avvocato Terranova - Secondo è necessario allargare i limiti per la concessione dei benefici della legge Gozzini».

Anche dalla Dogaia arriva un appello di un gruppo di detenuti che ci ha scritto lamentandosi per le condizioni difficili in cui vivono. Celle sovraffollate, «prezzi esorbitanti» del sopravvitto (cioè degli alimenti extra che i detenuti possono acquistare), problemi di igiene. «La doccia ci viene concessa, nel periodo invernale, tre volte alla settimana e solo tre sezioni su dieci vengono lasciate con le celle aperte dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle 15. Così non si trattano neanche le bestie più feroci e sanguinarie, siamo esseri umani, abbiamo sbagliato, è vero, ma questo non consente a nessuno di farci vivere la nostra pena così a disagio».

Paolo Nencioni

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