Sicurezza
«Senza il simbolo del Pd Renzi ha confuso le idee»
PRATO. Campagna elettorale per le primarie alla fine, com'è andata? «Mi pare sia andata molto bene, grande partecipazione, anche oltre le aspettative e tante persone che si sono riconciliate con la...
PRATO. Campagna elettorale per le primarie alla fine, com'è andata?
«Mi pare sia andata molto bene, grande partecipazione, anche oltre le aspettative e tante persone che si sono riconciliate con la politica. Mi pare che la scelta di Bersani di rinunciare alla norma dello statuto che lo incoronava candidato premier direttamente abbia funziona in pieno e lo dimostrano anche i sondaggi e la gente».
Ecco, i sondaggi, come danno Bersani?
«Il Pd a livello nazionale è al 32 per cento. Sul fronte delle primarie tutti ci danno dieci punti avanti ai renziani e a un incollatura dal vincere senza ballottaggio. Noi ci impegneremo per vincere alla prima tornata, darebbe un bel segnale».
Mi pare però che, appunto i sondaggisti, diano quasi per scontato il ballottaggio.
«Bè Bersani resta ampiamente favorito anche per la vittoria al secondo turno».
La campagna com'è andata a Prato?
«E' stata molto partecipata e lo si è visto dalle persone che sono tornate a frequentare i circoli per seguire le iniziative politiche. Si veniva da anni nei quali gli appuntamenti politici erano molti diminuiti, si è passati invece a una forte partecipazione. In questo senso le primarie hanno fatto bene anche a Prato».
Ci sono stati sgambetti tra voi e i renziani o è stato un gioco sostanzialmente corretto?
«E' stata una campagna molto corretta e non solo tra i supporter di Renzi, allargherei che anche a chi ha corso e lavorato per Vendola e Puppato. L'unica cosa che si può rimproverare a Renzi è di aver escluso il simbolo del partito dai suoi appuntamenti elettorali, cosa che ha creato qualche incertezza sul fatto che queste fossero primarie del centrosinistra. Ed è forse per questo che a qualche persona del centrodestra si è dovuto ricordare di attendere le primarie del suo partito».
Il riferimento è a Biscotti?
«Biscotti è stato il caso emblematico ma ci sono stati altri episodi nei quali persone che si rendevano conto di doversi iscrivere all'albo degli elettori del centrosinistra se ne sono andate dalla sezione elettorale. Niente di grave, lo avevamo messo in conto».
Lei dice che erano "renziani"?
«Presumo lo fossero ma perché sua campagna elettorale è stata più aperta e meno chiara».
Pronostici? Quanti voti prenderà Bersani a Prato?
«Non lo so, mi basta arrivare a un voto in più rispetto tutti gli altri».
Non le pare che l'entusiasmo iniziale nella campagna sia andato via via diminuendo?
«La compagna Bersani l'ha cominciata più tardi perché ha atteso l' ufficialità delle regole. Ma da allora è stato un crescendo. Basta pensare, solo a Prato, quante persone hanno lavorato e stanno continuando a lavorare attorno alla macchina elettorale. Si superano le cinquecento e la stragrande maggioranza di questi è per Bersani. E' questa la dimostrazione dell'entusiamo».
Un appello?
«Il mio appello è alla partecipazione e a volere un po' bene alla politica perché aiuta anche a formare una buona classe dirigente per il futuro».(c.o.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
