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«Matteo è quello giusto arriviamo testa a testa»

«Matteo è quello giusto arriviamo testa a testa»

PRATO. Fine campagna elettorale, un giudizio? «Bene, sono soddisfattissimo. E lo spiego così: perché ho visto un gruppo di persone che senza grande organizzazione, senza una struttura, si sono...

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PRATO. Fine campagna elettorale, un giudizio?

«Bene, sono soddisfattissimo. E lo spiego così: perché ho visto un gruppo di persone che senza grande organizzazione, senza una struttura, si sono impegnate sul serio perché in Renzi ci credono. Matteo è riuscito a ridare il senso della politica, quella senza calcoli. Questo indipendentemente da quello che potrà accadere domenica».

Pronostici?

«Ho smesso di farli perché non ci becco. Posso dire che ho tanta speranza perché mi sembra che tanta gente abbia voglia di votare per Matteo. Non mi era mai capitato ma anche quelli che non conosco direttamente si informano su come e dove votare. Se poi lo faranno davvero io non lo so, ma sono fiducioso».

Butti il cuore oltre l'ostacolo e qualche numero lo faccia.

«Testa a testa a livello nazionale».

E a Prato?

«Anche qui non credo ci saranno dei margini enormi, sono convinto che si giocherà tutto su pochi punti percentuali, al massimo cinque. Per cui darei il ballottaggio per scontato. Se poi c'è la sorpresa è meglio. Col cuore e con la pancia dico che si può vincere. Col cervello dico ballottaggio».

Che favorirà Bersani?

«Fino a un certo punto, perché ce la possiamo giocare. ? Anche convincendo alcuni bersaniani a sostenere Matteo. Perché no?Qui si corre per vincere non per partecipare».

I sondaggi non vi danno vincenti.

«Emg ci dà alla pari, ieri il Sole 24 ore dava Bersani dieci punti avanti a Matteo ma nelle intenzioni voto, alle politiche, con Renzi si vince le elezioni al 44% e con Bersani al 34%. E' il paradosso Renzi. In America la scelta dell'elettore è fatta anche sulla base di chi ha più probabilità di andare al governo. Mi auguro si faccia anche in Italia».

Di campagne elettorali lei ne ha già fatte tante, questa è stata diversa?

«L'esposizione di Renzi è stata molto importante ma la differenza vera sta nel momento della Leopolda dove riscopri la gioia di fare politica. Perché ci sono tutti i tuoi, di centrosinistra e non altri, e ti riconnetti».

Scorrettezze tra renziani e bersaniani ne sono accadute?

«E' un altro aspetto che mi è piaciuto della campagna. Qualche morso c'è stato perché è una competizione non un tè con pasticcini. Ma a Prato ci siamo dimostrati molto maturi. Anche qui bisogna ringraziare Renzi che ha dimostrato che si può essere antagonisti in questo momento, che è giusto che ognuno tira acqua al suo mulino ma senza spargimento di sangue e ricompattandosi un attimo dopo».

Come andrà l' affluenza?

«Spero bene. Mi è dispiaciuto che Bersani abbia detto che due milioni di votanti sono già un successo. Non è un successo, diciamocelo prima. Le primarie sono una festa democratica e più si è più ci si diverte. Ho trovato anche immotivata la paura del voto di destra che non c'è stato. A Prato su 6mila iscritti ci saranno stati al massimo dieci casi».

Un appello.

«In questo momento storico abbiamo la necessità come coalizione di centrosinistra di offrire al paese le ricette giuste per i problemi dell'Italia e la proposta di Matteo, secondo me, è la più giusta. E' quello che i bersaniani non capiscono». (c.o.)

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