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il caso di via La Marmora

Epp: «Nessun errore nelle lettere di sfratto»

Epp: «Nessun errore nelle lettere di sfratto»

MONTEMURLO. E’ la risposta di Epp all'articolo sulle cinque lettere di sfratto in arrivo ad altrettanti condomini di via La Marmora apparso sul Tirreno nei giorni scorsi. «Il bando per l’assegnazione...

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MONTEMURLO. E’ la risposta di Epp all'articolo sulle cinque lettere di sfratto in arrivo ad altrettanti condomini di via La Marmora apparso sul Tirreno nei giorni scorsi. «Il bando per l’assegnazione degli alloggi di via La Marmora è stato redatto in perfetta conformità al Decreto Dirigenziale 4114/2005 e alle decisioni del Lode Pratese (composto da tutti i sindaci dei comuni della provincia) – si legge nella nota - Nessun errore è dunque stato fatto, dal momento che le categorie interessate sono state individuate dalla Regione e dai sindaci della provincia, così come la fascia di reddito che prevedeva un reddito (effettivo) minimo di ingresso pari ad 14.715 euro ed un reddito massimo convenzionale di 30mila euro». «La deroga al reddito minimo di ingresso è stata prevista dalla Regione per i soggetti ultra 65enni che potevano accedere al bando anche con reddito inferiore al minimo previsto – aggiunge Epp - Non si dica pertanto che “qualcuno ha sbagliato a redigere il bando”: è il frutto della mera applicazione di norme regionali e di valutazioni dei sindaci. Quanto agli “affitti esorbitanti” lamentati si fa ancora presente che il canone di locazione per l'alloggio più piccolo è di 262 euro (62,5 mq), del medio 322 euro ( 74,2 mq) e del più grande 591 euro (136,3 mq); si badi bene che si tratta di alloggi nuovi e ad alta efficienza energetica. L’entità degli affitti - continuano - era ovviamente nota a tutti gli inquilini. Ciò che gli inquilini definiscono affitto, in realtà comprende anche acconti di servizi condominiali (in media 180 euro l'anno) e le quote dei servizi privati come il riscaldamento e l’acqua calda. Quest'ultimi variano da nucleo a nucleo familiare (indicativamente da 251 euro a 895 euro l’anno)». E ancora: «Gli inquilini sostengono anche di non aver mai potuto vedere le fatture inerenti i servizi, adombrando una mancanza di trasparenza. Nessuno mai, neppure nel corso della riunione tenutasi il 4 ottobre scorso, dedicata proprio alla illustrazione del rendiconto delle spese, ha chiesto di vedere alcunché». (a.p.)

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