Il Tirreno

Prato

La conferma dell’autopsia E’ stato un colpo di calore

La conferma dell’autopsia E’ stato un colpo di calore

Tragedia della Calvana: il piccolo Franco Lori non aveva malformazioni congenite Manca il nesso causale tra il comportamento degli accompagnatori e la morte

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Edema cerebrale massivo». E’ il nome tecnico che è stato dato alle cause del decesso di Franco Lori, il bambino di 11 anni morto lo scorso 26 giugno durante una gita organizzata dalla Parrocchia di Paperino sulla Calvana.

I risultati dell’autopsia compiuta dal medico legale Martina Focardi su incarico del giudice e depositati martedì in Procura confermano quanto era stato scritto lo scorso 2 ottobre dai quotidiani, e cioè che l’esame ha escluso malformazioni congenite dalle cause della morte. E dunque si parla di un “edema cerebrale massivo”, in altre parole un colpo di calore, che solo in rari casi risulta letale.

Ci sono voluti cinque mesi per arrivare a questo primo risultato, ma di fatto non c’è una svolta. Che fosse stato quasi certamente un colpo di calore a uccidere il piccolo Franco, come detto, era già stato accertato. Quello che manca è il cosiddetto “nesso causale” tra i comportamenti di chi era accanto a Franco o di chi lo ha soccorso e la sua morte. Di questo si occupa l’inchiesta, e toccherà al sostituto procuratore Lorenzo Gestri trovare, se esiste, questo nesso causale. A quel punto il magistrato deciderà se è il caso di iscrivere qualcuno nel registro degli indagati.

Al momento sembra che agli accompagnatori e a don Carlo Gestri, parroco di Paperino, non venga mosso alcun addebito, mentre più delicata è la posizione di un paio di operatrici della centrale 118 che ricevettero la prima chiamata di soccorso dalla Calvana. Ora le due operatrici lavorano in un’altra centrale, ma se verrà dimostrato che il ritardo nei soccorsi ha contribuito alla morte del piccolo Franco, potrebbero essere indagate per omicidio colposo.

Ma va ribadito che è ancora troppo presto per trarre conclusioni. Oltre agli accertamenti medico legali ci sono considerazioni di buon senso e deduzioni logiche che potrebbero avere un peso nell’esito del procedimento. La più evidente è lo stato di salute degli altri bambini. Se davvero è stato un colpo di sole a uccidere Franco, non si può dimenticare che i suoi compagni di gita stavano tutti bene, nessuno escluso, quando sono stati riportati al comando dei vigili del fuoco con l’elicottero. La gita era stata fatta altre volte senza problemi e nessuno dei bambini ha detto di essere rimasto a corto di acqua. L’esclusione di malformazioni congenite rende tutto un po’ più complicato e oggettivamente rimanda alla questione dei soccorsi, arrivati con più di un’ora di ritardo sulla Calvana. Il sostituto procuratore Gestri al momento preferisce non commentare, così come il suo quasi omonimo don Carlo Gestri, il parroco finito al centro delle attenzioni cinque mesi fa. «Non so che cosa dire» si limita a rispondere al telefono. Anche lui, come tutti, attende l’esito dell’inchiesta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa