Sicurezza
Gida alla ricerca di sinergie trova accoglienza in Cispel
Il beneficio immediato potrebbe essere l’inserimento dell’inceneritore di fanghi all’interno degli impianti di interesse regionale. De Girolamo interviene su acqua e gas
PRATO. Gida entra in Confservizi Cispel, l'associazione di categoria che riunisce le aziende pubbliche che operano nel settore dei servizi e il suo presidente ne approfitta per una tirata d'orecchi alla politica dei litigi fra Comune e Consiag sulla gara del gas. Ieri mattina è arrivata l'ufficializzazione per la gioia di Carlo Longo, presidente della società partecipata: «Per un gioiello della città ed esempio di composizione mista pubblico-privato dell'azionariato, come siamo, è bene guardare al territorio in maniera allargata cercando sinergie. In Cispel troveremo un servizio integrato in Toscana che conta già 7 impianti di depurazione. Non possiamo ignorare la realtà regionale». Il beneficio immediato potrebbe essere l'inserimento dell'inceneritore di fanghi, progetto chiave dell'attuale presidente, all'interno degli impianti di interesse regionale. Un riconoscimento esterno, che tonifica già di per sé molto vitale. Basti pensare che pur in un periodo di recessione generale continuano le assunzioni di ingegneri, chimici e lavoratori qualificati dalle parti di via di Baciacavallo. Adesso, l'isolamento di Gida viene superato, in un periodo adatto alle integrazioni e alle aggregazioni: si veda, una su tutte, la riforma delle Province con l'accorpamento di Prato con Firenze e Pistoia nella città metropolitana. Cispel già può contare un assetto produttivo vasto con 200 aziende e circa 15.000 addetti, il 3% del Pil. Con queste premesse affiora con facilità l'aspetto politico. Il presidente dell'associazione, Alfredo De Girolamo pur con prudenza entra nello spinosissimo derby fra il Comune di Prato e il Consiag : «Viviamo in un periodo di difficoltà e di gelosia. Fa parte di quel campanile, che a livello di partecipate è stato superato col modello Publiacqua – premette –. Spero che si possa risolvere il problema della gara del gas. Le aziende andrebbero gestite in maniera condivisa e, nel caso di Consiag, penso anche a tutti i soci presenti nella compagine sociale. Di fronte a ciò andrebbe messa da una parte l'influenza della politica». È la questione idrica, ad ogni modo, ad accendere le ansie del presidente toscano di Cispel. Se il gas vede una partita – al momento – tutta interna a Prato, dopo i referendum del 2011 e l'abrogazione della remunerazione degli investimenti col 7% di aggravio in bolletta, la questione dell'acqua è diventata la preoccupazione numero uno. «Negli ultimi 10 anni abbiamo realizzato investimenti per 1,5 miliardi di euro. Ciò ci consente ogni volta che viviamo un'emergenza idrica di poter reggere la domanda attraverso i lavori fatti, la rete di invasi e la diga di Bilancino. Vorremmo proseguire nel prossimo decennio, ma prima dobbiamo conoscere come cambierà la tariffa per gli utenti».
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