La protesta
Tracce di amianto nel giardino accanto alla fabbrica bruciata
Danno e beffa: Il Comune ordina alla famiglia di bonificare il terreno a proprie spese, poi potrà rivalersi sull’azienda
POGGIO A CAIANO. L'amianto della copertura del magazzino della Sfilacciatura Luchi di via Lombarda, bruciato lo scorso 5 novembre, ha contaminato anche il terreno accanto. L'Asl ha accertato la presenza di detriti di eternit nel giardino della villetta di proprietà della famiglia Magelli che sorge sul retro di via Carmignanese, al confine con il muro del magazzino distrutto dalle fiamme. I tecnici dell'Asl hanno accertato la presenza nel terreno di inquinamento da amianto proveniente proprio dalla fabbrica bruciata. Non solo. Del magazzino bruciato confinante resta solo uno scheletro pericolante per cui quel fazzoletto di terra è doppiamente pericoloso. Per questo l'Asl ha vietato ai proprietari di usufruire di questo spazio fino a che non sarà bonificato e la struttura messa in sicurezza. Inoltre i tecnici hanno invitato la proprietà a delimitare la zona inquinata e il tratto lungo il confine con il muro del capannone, per evitare il calpestio dei frammenti d'amianto dispersi nel terreno e che qualcuno sosti nelle vicinanze del muro perimetrale confinante. Per i proprietari al danno si aggiunge la beffa perché in seguito al sopralluogo dell'Asl, il Comune ha emesso un'ordinanza con cui impone alla famiglia Magelli di provvedere a propria "cura e spese" alla bonifica dell'area dai detriti d'amianto. Venti i giorni di tempo per fare quanto ordinato e altri dieci per presentare agli uffici comunali l'apposita certificazione che dimostra l'avvenuta bonifica e il conseguente smaltimento dei detriti presenti nel terreno. E' chiaro che successivamente il privato cittadino potrà rivalersi sulla Sfilacciatura Luchi per il danno subito, ma intanto dovrà anticipare di tasca propria e non si tratta certo di piccole cifre perchè smaltire l'amianto costa moltissimo. La messa in sicurezza dei muri pericolanti della fabbrica bruciata spetta invece direttamente alla Sfilacciatura Luchi che ne è proprietaria.
Eleonora Barbieri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google