Attenzione
Oscar Giannino, più Renzi che Alfano
«Non voterò, ma se votassi...». Molti esponenti del centrodestra al dibattito di “Fermare il Declino”
PRATO. Oscar Giannino voterebbe a sinistra per Renzi, ma non per Alfano a destra. Anzi, del Pdl pensa che attualmente sia un partito “sepolto senza onore”. Da Prato, dal Wall Art Hotel il giornalista economico e leader di Fermare il Declino intona il de prufundis sulla formazione politica dell'ex premier Berlusconi. Lo spunto è una domanda sulle primarie: lei chi voterebbe? «Alle primarie del centrosinistra non voterò, ma se dovessi farlo la mia preferenza andrebbe a Matteo Renzi: con lui condivido la battaglia politica di discontinuità e la ricetta alternativa sulla finanza pubblica che non prevede la patrimoniale. Alle primarie del centrodestra, invece, non voterei nessuno: l'unico problema mi pare sia quello di legittimare il segretario del Pdl, Alfano». Ancora toni flautati per il sindaco di Firenze, mentre nel centrodestra non intravede speranze. Almeno fino a quando non conosceremo con quale legge elettorale voteremo l'anno prossimo: «L'unità delle associazioni e dei partiti moderati dipende essenzialmente da questo». Al di là dei toni aspri con l'attuale Pdl, il riferimento ad un'unità dei moderati è inevitabile. Oltre alle chiose sulla politica economica, saldamente di destra – dall'abbattimento della pressione fiscale al forte dimagrimento auspicato per la spesa pubblica, mediante cessione del patrimonio immobiliare dello Stato – è sufficiente il colpo d'occhio sul salone strapieno del Wall Art: 500 persone, con molti esponenti e simpatizzanti provenienti dalle file del Pdl. Non tutti hanno intenzione di aderire, ma la connotazione del blocco sociale è inequivocabile: liberi professionisti, imprenditori e – last, but not least – politici. Assente il presidente dell'Unione industriale, Andrea Cavicchi che in un comunicato diramato nel pomeriggio da via Valentini ha rinnovato la simpatia per Giannino, ma ha raffreddato gli entusiasmi di Fid escludendo l'intenzione di aderire ufficialmente all'associazione. Del consiglio comunale, invece, si contano Gianluca Banchelli, Francesco Innaco, Luciano Gestri, Enrico Albini. Attirati dalla curiosità per l'oratore anche il sindaco di Prato, Roberto Cenni e l'assessore al sociale, Dante Mondanelli. E in effetti Giannino parlando dei problemi del distretto tenta l'ancoraggio con le pulsioni della politica locale: «La crisi pratese è frutto del lungo periodo, sarebbe stato necessario fare come nella West Coast dove i distretti hanno vissuto le stesse problematiche, risolvendole agendo a livello statale sul restringimento dei flussi d'immigrazione». Tradotto: i cinesi andavano fermati alla frontiera. E lo Stato è il maggiore responsabile per non aver difeso Prato dall'invasione.
Carlandrea Poli
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