Il Tirreno

Prato

Anche ago e filo ora parlano cinese

di Maria Lardara
Anche ago e filo ora parlano cinese

Negli ultimi tempi sono spuntati diversi negozi di sartoria. Un cappotto fatto su misura costa 60 euro

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PRATO. Il locale in via da Filicaia è piccolo, quanto basta per contenere tutti i ferri del mestiere: metro, spille e rocche di filo, una taglia e cuci, una macchina piana e una a doppio filo. Strumenti che Xiu Xiu Zhou, nome italianizzato Anna, maneggia che è una meraviglia. Brava, veloce e precisa. Così dice di lei la signora italiana che va a ritirare tre camicie alle quali ha fatto restringere le maniche, cavandosela con un spesa di 12 euro. Sorride Xiu Xiu: per una allevata nella terra di Mezzo da una famiglia di sarti, a 20 chilometri d’auto da Wenzhou, sono complimenti che fanno piacere. Ci volevano persone come Xiu Xiu per riportare in auge e “svecchiare” i mestieri di una volta. Sì perché oggi non è così scontato trovare mani che sappiano cucire orli di pantaloni o foderare cappotti. Magari si trovano, ma a caro prezzo. La Sartoria “Show Show” (rivisitazione del nome di battesimo della ragazza) è l’esempio di come stiano fiorendo lavorazioni di sartoria orientale “low cost”, fuori e dentro il perimetro di Chinatown.

C’è anche Anna Xiu Xiu, appunto. Sarta indaffarata, di commissioni ne ha parecchie. Suo figlio Alessandro, 24 anni, ha frequentato la scuola superiore e di professione oggi fa l’interprete. La mamma Anna invece ha fatto fruttare il fatto essere figlia d’arte, sempre cresciuta a pane e filo. Quando viveva a Bologna, fino a tre anni fa, faceva l'operaia in fabbrica. «Appena terminata la scuola elementare in Cina, sono stata mandata subito a cucire – racconta -. Mio fratello ha aperto anche un’importante sartoria nella zona di Wenzhou». Dopo il trasferimento a Prato, Anna si è messa a lavorare per un amico di famiglia, titolare di quel negozietto di riparazioni sartoriali rilevato dalle ceneri del vecchio fondo di una parrucchiera italiana. Il suo listino prezzi diventa a due cifre solo per le lavorazioni più complesse, come per foderare una giacca o un cappotto per cui la spesa s'aggira sui 20-25 euro. Ma sul tavolo da lavoro di Xiu Xiu non finiscono non solo capi da aggiustare, provenienti dall'armadio di tutte le stagioni.

Anche i complementi d'arredo passano dalle abili mani di questa simpatica sartina che non dimostra assolutamente i suoi 45 anni d'età. Dal suo laboratorio esce un’anziana pratese, visibilmente soddisfatta per le sue tende sulle quali ha fatto cucire la fascia da Xiu Xiu: con 4 euro, magari, s'è risparmiata la fatica di dover provvedere lei. «In questo momento non mi lamento del lavoro – racconta Anna -. E la crisi sta spingendo tante persone ad aggiustare i vestiti anziché comprarli». La sostituzione di una cerniera piccola costa 8 euro, per quella di un giubbotto si viaggia intorno ai 10. «Le mie clienti sono tutte italiane, pochissime sono cinesi – aggiunge Xiu Xiu -. E quasi tutte abitano in zona». La velocità è il suo cavallo di battaglia anche quando le viene commissionato un abito da cucire: consegna garantita nell'arco di una giornata. «Taglio le linee della stoffa senza seguire un modello, in base all'idea che ho testa». “Sartoria e aggiusti” è la scritta a caratteri rossi che campeggia sulla vetrina di Sofia Jiang, in via del Vergaio: sei mesi fa era partita in punta di piedi aprendo un laboratorio nel fondo di proprietà della famiglia Beccaglia, dove fino a una decina di anni fa si vendevano macchine da cucire. Destino vuole che proprio le macchine da cucire dovessero ritornare in quel luogo. A usarle è Sofia, residente a Prato da dieci anni: fino a pochi mesi fa lavorava come operaia in una confezione di Tavola, finché non ha deciso di mettersi in proprio. Il suo must è però la sartoria su misura anche se, a richiesta, non si tira certo indietro se le chiedono di accorciare un orlo (4 euro) oppure mettere una toppa sui gomiti (6 euro). Se si rompe la cerniera di una giacca perché ricomprarla, quando con 6 euro Sofia ne rimette una nuova di zecca? E’ possibile inoltre portarle il modello o un campione di un articolo che ci piace e lei lo realizza tale e quale, sia che vesta l’uomo, donna e bambino. «Per le clienti metto a disposizione anche i tessuti e nel prezzo del capo finito è compresa tutta la lavorazione», racconta mentre mostra un cappotto di lana grigio fatto su misura per una taglia 50, in attesa di essere foderato. Lo farà pagare alla cliente circa 60 euro. E se è vero che con la crisi tornano di moda i capi ricuciti e i buchi rattoppati, allora anche Stella, la titolare orientale del negozio di abbigliamento in piazza Duomo (lato via della Sirena), ha sentito un nuovo odore di business. Vendere vestiti, borse e scarpe non le bastava più e così da qualche giorno è comparso in vetrina un cartello bilingue che informa come nel suo negozio si eseguano riparazioni sartoriali, dagli orli ai pantaloni alle cerniere da sostituire. In questo fenomeno delle sartorie in versione occhi a mandorla Prato non rappresenta un caso isolato: anche ai Gigli il servizio di lavanderia “1a Clean” prevede anche un reparto di sartoria rapida con una lavorante cinese che confeziona orli sull'istante.

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