La manifestazione
Insolvenza per la banca di Verdini
Il tribunale di Firenze indica fra le cause gli affidamenti al gruppo Btp
PRATO. Il tribunale fallimentare di Firenze ha dichiarato lo stato di insolvenza della Banca Credito Cooperativo Fiorentino alla data del 27 marzo 2012 quando per l’Istituto si aprì la procedura di liquidazione coatta amministrativa. La banca era stata presieduta dall’on.Denis Verdini (Pdl), che è indagato con altre 54 persone in un inchiesta della procura di Firenze (che chiese la dichiarazione di stato di insolvenza) sulle vicende della banca. Per lui l’accusa potrebbe passare a quella di bancarotta fraudolenta.I pm di Firenze che indagano sulla gestione della banca Credito Cooperativo Fiorentino nel maggio scorso chiesero al tribunale civile di Firenze di dichiarare lo stato di insolvenza dell’Istituto.
«Una delle principali cause della crisi della banca» è stata «l’anomala concentrazione del credito sul settore immobiliare ed in particolare col gruppo Fusi-Bartolomei», di cui era presidente l’imprenditore Riccardo Fusi. Lo scrivono i giudici di Firenze nella sentenza con cui dichiarano lo stato di insolvenza della banca Credito cooperativo fiorentino sotto la “gestione” Denis Verdini. Intanto, il tribunale civile sta valutando l’azione di responsabilità presentata dai commissari nel dicembre scorso nei confronti dell’ex gestione del Ccf, con una richiesta di risarcimento danni di circa 44 milioni di euro. Nella relazione al bilancio 27.3.20012, ricordano i giudici nella sentenza di oggi, si annotava che «a fine 2009 il complesso degli affidamenti concessi dal Ccf al Gruppo» Fusi-Bartolomei «aveva raggiunto l’importo di 94,3 milioni pari a circa il 170% del patrimonio netto della banca».
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