Il Tirreno

Prato

Biscotti ricompatta il Pd Iscrizione? No bipartisan

di Alessandro Pattume
Biscotti ricompatta il Pd Iscrizione? No bipartisan

Bugetti, Biffoni e Carlesi: «Le regole vanno rispettate», controcanto di Tripodi La reazione: «Non sono un voltagabbana, mai stato di destra e ora voto Renzi»

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PRATO. Il giorno dopo il grande rifiuto, Aurelio Biscotti è più infuriato che mai. Prima non lo hanno voluto far registrare alle primarie del centrosinistra, lui capogruppo dell'opposizione a Montemurlo con un passato nella Dc e poi come vicesindaco nel Pd; poi lo hanno pure accusato di voler attirare attenzione per finire sui giornali, per inquinare le primarie. Biscotti comunque s'è registrato online e dice che si presenterà alle urne domenica prossima. Intanto, mentre tutti o quasi si professano d'accordo con la decisione di non farlo votare in virtù del regolamente (art. 7, comma 3), lui risponde deciso alle accuse. «Chi dice che ho cercato di registrarmi alle primarie solo per cercare la notorietà si sbaglia di grosso – comincia - E' stato il Pd a pubblicizzare la cosa e a farne un vanto, come se fosse una medaglia. Quindi non accetto questa accusa. Io non sono un voltagabbana – continua – Sono stato un democristiano convinto, poi un Popolare e un iscritto alla Margherita, prima di sposare il Pd. E quando sono uscito dal Pd per creare la lista civiva, rinunciando a qualsiasi tessera e a qualche carica importante, l'appoggio ricevuto dal centro destra non è stato certo di tipo politico quanto amministrativo. Non sono mai stato di destra. E adesso voglio votare Renzi». Ma esiste un regolamento, e a quello quasi tutti si appellano per giustificare il rifiuto alla registrazione di Biscotti. Lo fa il segretario provinciale del Pd Ilaria Bugetti, bersaniana: «Rispondo serenamente dicendo che ci siamo dati delle regole perché la gente vuole chiarezza – spiega – E che a queste regole ci dobbiamo attenere». La stessa cosa che dice, sull'altro fronte e con qualche dettaglio di colore, Matteo Biffoni, uno dei fondatori del comitato per Renzi: «Esistono delle regole che vanno rispettate. Detto questo, sarebbe stato diverso se invece di entrare a gamba tesa, avesse cominciato dicendo d'aver sbagliato a lasciare il Pd e decidesse di fare un passo indietro dalle sue cariche. Far votare ora Biscotti sarebbe come far votare Milone – conclude - Uno con un passato nella sinistra ma che ci ha pure dato di mafiosi». Qualche distinzione, pur rimanendo contrario, la fa Massimo Carlesi, capogruppo Pd in consiglio comunale e sostenitore di Renzi. «E' una questione di natura politica. Un conto è l'elettore che, com'è nei sui diritti, cambia idea e partito, un altro se a farlo è una persona che ricopre un ruolo politico». Nella platea di politici d'accordo con l'esclusione di Biscotti emerge il “controcanto” di Simone Tripodi, capogruppo Pd alla Est. «Il rifiuto di registrare Biscotti è stato un errore perché sono dell'idea che non dobbiamo avere paura di un voto come il suo – comincia – Sono un sostenitore convinto di Bersani ma cerco di vivere il Pd per quello che è: un grande partito democratico. E se è vero che esiste la postilla che vieta la sua partecipazione, è anche vero che non esiste alcun atto che possa “certificare” che Biscotti “svolge attività politica in contrasto con la coalizione Italia Bene Comune”». A margine, la nota dell'avvocato Gabriele Tomada. «Non l'hanno fatto votare perché è un personaggio noto, ma il Pd non potrà fare la stessa cosa con la massa di anonimi elettori di centro destra che Biscotti inviterà ad andare al voto domenica prossima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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