Sicurezza
A lezione col cappotto alle Collodi e Malaparte
All’elementare di Paperino, invece, termosifoni accesi anche nel week end per un guasto tecnico. Partono le verifiche del Comune agli impianti
PRATO. Altro che spending review. Altro che occhi aperti su sprechi di risorse ed energia. A Prato ci sono termosifoni che viaggiano quando dovrebbero stare a riposo e termosifoni che invece non viaggiano come dovrebbero facendo battere i denti a bambini e anziani. Scoppia la guerra dei caloriferi nelle scuole pratesi. Accesi quando dovrebbero rimanere spenti, spenti quando non dovrebbero. Due facce della stessa medaglia che mascherano lo zampino di incidenti e guasti tecnici.
Riscaldamento per chi? A Paperino la scuola elementare in via dell’Alloro è rimasta chiusa come ogni weekend, ma quei fumi dai camini che si alzavano dall’istituto sia sabato che domenica, proprio davanti alla finestra della sua camera, hanno insospettito il residente Enrico Ghelardini. Che sabato scorso ha inviato una segnalazione sul sito del Comune, alla sezione on line “Comune ti scrivo”, per avvertire dell’emissione di fumi dalla centrale termica. «E’ successo anche durante le vacanze natalizie del 2011 e all’epoca inviai la stessa segnalazione. Si parla tanto di battaglie contro l’inquinamento e di sprechi della pubblica amministrazione e poi facciamo andare a vuoto i riscaldamenti?». In effetti, il copione dei termosifoni sempre accesi con la scuola in vacanza per Natale e Capodanno, è noto agli uffici tecnici comunali. «In quel caso c’era stato un disservizio dell’azienda che si occupa della manutenzione delle caldaie negli edifici comunali e che poi ha riconosciuto l’errore (si tratta della Cofely Italia subentrata a metà 2011 a Consiag Servizi, ndr) – sottolinea il responsabile della politiche energetiche del Comune Giovanni Nerini - Stavolta potrebbe trattarsi di un guasto tecnico: stiamo facendo i dovuti accertamenti. La scuola elementare di Paperino oltretutto non rientra tra gli impianti in telegestione, un sistema più vantaggioso in termini di controllo e risparmio di combustibile».
Su un totale di 125, sono 70 gli impianti di edifici comunali che funzionano in teleriscaldamento con una gestione regolata da una sede centrale: per allargare a completare la rete servirebbe investire nuove risorse.
Inverno rigido alla Collodi. In questo caso la provocazione lanciata dal presidente dell’Upi Antonio Saitta non c’entra. A prescindere dalla protesta contro i tagli del governo, quella dei termosifoni spenti in classe diventa triste realtà. Lo è alle “Collodi” di via del Purgatorio, sia alla materna che alla primaria, dove da venerdì si fa lezione con la sciarpa e il cappotto. Ieri Nunzia Chiello, insegnante alla materna, aveva un diavolo per capello. «Da venerdì non si vede l’ombra di un tecnico. È indecente dover venire a lavorare a scuola come fosse un cantiere stradale. Per non parlare dei bimbi tutti imbacuccati per non rischiare di ammalarsi». Ieri la segnalazione dei termosifoni freddi era già pervenuta sul tavolo degli uffici comunali preposti. Anche alla secondaria “Malaparte”, in via Baldanzi, sempre ieri il riscaldamento faceva i capricci. «Stiamo verificando gli impianti con i tecnici della Cofely e provvederemo in giornata», garantiscono dagli uffici di piazza Mercatale.
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