Attenzione
«Con noi a Prato c’è più lavoro per tutti»
I commercianti del Mercato del Forte dei Marmi non si sentono in concorrenza con gli ambulanti della Confesercenti
PRATO. «Non confondeteci con il mercato settimanale, la nostra è una fiera domenicale in cui cerchiamo di vendere prodotti di qualità in un buon rapporto col prezzo e di tenere lontane le cineserie».
I commercianti del Mercato del Forte non ci stanno alla polemica sterile che li contrappone a coloro che, il lunedì mattina, vendono la loro merce nell'appuntamento pratese in piazza del Mercato Nuovo o ad altre manifestazioni sul territorio. Ci tengono a non essere confusi con semplici ambulanti, perché sanno che la maggior parte di ciò che propongono sui loro banchi è di produzione italiana e, in molti casi, è stata realizzata da loro stessi nella ditta di famiglia o commissionata a confezionisti toscani. Rivendicano la qualità della loro merce e tendono una mano ai commercianti locali, invitandoli a restare aperti in giornate come questa perché, secondo loro, «tutti possono beneficiarne, il ristorante riceverà clienti e i negozi avranno un giro di persone interessate a comprare». Ieri i cittadini pratesi hanno risposto discretamente all’appuntamento che, per la terza volta in questo ultimo anno, ha visto arrivare i commercianti del mercato di Forte dei Marmi in piazza del Duomo, con i loro stand e i loro prodotti. L’evento scontenta l’Anva Confesercenti che critica l’arrivo di ambulanti da fuori zona, ma incontra il favore delle persone locali, soprattutto di coloro che già conoscono l’iniziativa e la varietà dei prodotti. Questo mercato si regge sulla vendita di alcuni oggetti particolari: maglie e scialli di cashmere, pellicce, borse di pitone, biancheria per la casa, cappelli e accessori vintage, casalinghi di marca. La scelta però dell’assessore comunale Roberto Caverni, di puntare su certi eventi per rilanciare il centro storico, ieri è stata colta a metà: poche le serrande sollevate da parte dei negozianti pratesi e questo ha permesso al mercato di fare da catalizzatore unico di attenzioni da parte dei cittadini. «La domenica è un giorno di lavoro e i commercianti locali devono saperla cogliere – ha detto Graziella della ditta “La Tommasina Luigi”, che vende giacconi e abbigliamento per donna – Non capisco l’antagonismo che nasce verso di noi, il Mercato del Forte non vende le stesse cose del mercato settimanale e anche i clienti non sono gli stessi, quelli che vengono qui hanno maggiore possibilità di spesa e trovano una qualità superiore nei nostri prodotti. Con i commercianti locali possiamo convivere, anzi, cercare di lavorare insieme offrendo prodotti diversificati». Dello stesso parere è anche Massimo Pennoni della ditta omonima di biancheria: «Offriamo banchi di eccellenza e i clienti sono contenti di questo. I mercati normali stanno morendo, noi siamo tra i pochi a resistere perché ci distinguiamo e sappiamo produrre italiano». La crisi si è fatta sentire anche tra gli ambulanti, se prima i cittadini potevano comprare due – tre capi di vestiario, adesso la spesa si fa molto più oculata. «Vendiamo ad una clientela di fascia medio-alta – ha commentato Marco, titolare dello stand di casalinghi “Casa Stile” - Le persone oggi stanno attente a ciò che comprano e cercano solo la qualità. Noi ci possiamo permettere di vendere a buon prezzo oggetti, per esempio, di Richard Ginori perché li abbiamo comprati prima del fallimento». Il Mercato del Forte attrae le energie anche dei commercianti che non provengono dalla Versilia stessa. E’ il caso di Valentina Mattioli della “V&V” di Badia al Pino in provincia di Arezzo e di Morena e Sandra Loppi , titolari della “Red Carpet” di Agliana.
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