Il dolore
Un mensile da 960 euro «Eppure non mi lamento»
Due generazioni si confrontano alla Cgil scoprendosi unite dall’ansia del futuro E il timore di perdere il lavoro monopolizza i pensieri: chi penserà ai miei figli?
VAIANO. Due generazioni a confronto unite da un’unica preoccupazione; il futuro incerto. I pensionati dello Spi Cgil e i lavoratori che devono fare i conti con la cassa integrazione, oppure con un carico di straordinario, guardano con apprensione al domani, non solo a quello personale, ma anche a quello dell’intera val di Bisenzio. «In tutto il territorio si assiste a un forte declino – spiega Sandra Pini segretaria dello Spi – non solo per la mancanza del lavoro, ma anche per una carenza di aiuti a supporto delle famiglie, penso ad esempio a chi ha in casa una persona anziana da accudire e da solo non ce la fa». I pensionati, comunque restano il pilastro dell’economia, spesso con i loro risparmi riescono ad aiutare figli e nipoti. «Sono in pensione dal 2008 – spiega Sandra Lenzi –potrei anche stare bene, ma ho il pensiero di mio genero che ha perso il lavoro da due anni e ora finirà anche il periodo di mobilità, quando posso, cerco di aiutarli, ma non è sempre facile».
Altro problema è il potere d’acquisto. «Sono andato in pensione con 2 milioni di lire e stavo bene - spiega Francesco Mancini ex sindacalista - ora le bollette sono aumentate e non ho più l’agiatezza di un tempo». La pensione però può anche bastare se è di sostento ad una sola famiglia. «Sono in pensione da giugno – spiega Luciano Bugetti – e mi ritengo fortunato perché non sono incappato nella riforma Fornero, mia figlia lavora e quindi è una preoccupazione in meno, anche se quando ha preso la casa ho dovuto garantire io». Non sempre essere da soli però è sinonimo di tranquillità: «Vivo con mio padre – spiega Carmine Pagliata – che ha 92 anni temo il momento in cui lo dovrò accudire». Anche i primi acciacchi possono diventare fonte di ansia. Eppure c’è anche chi vive con 960 euro, come Riccardo Mengoni: «Divido la casa con mia sorella e non sono sposato, quindi riusciamo a vivere dignitosamente, la mia preoccupazione sono i giovani, chi lavora e guadagna 960 euro, come fa ad andare avanti?» Domanda che si pone continuamente anche Lorenzo Tortelli, chimico tintore in un’azienda della vallata: «Quando riscuoto non so mai il valore della busta paga: abbiamo usufruito di tutti i tipi di casse integrazioni, è difficile vivere con queste incertezze. Il futuro è buio, il tessile così ccome è concepito ha poche chance di andare avanti». Eppure c’è chi fa anche gli straordinari: «Arrivano gli ordini all’ ultimo minuto – spiega Pasquale Tedesco che lavora in una rifinizione alla Briglia – ma va bene così il mio terrore è di perdere il lavoro, a 50 anni non lo ritrovo e ho tre figli in casa». La situazione è veramente difficile: «Tutte le aziende, chi più chi meno – spiega Yuri Menichetti della Filtea - fanno uso della cassa straordinaria, la ripresa di settembre non si è avverta, viviamo in attesa».
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