Sicurezza
Cavalciotto tra i dubbi ma il progetto va avanti
La fase delle osservazioni si è aperta con l’assemblea nella chiesa di Santa Lucia Valerio Barberis: servono garanzie su gore, interramento e ripristino dei luoghi
PRATO. Aperta la fase di osservazioni per la centrale idroelettrica del Cavalciotto. «Con l’assemblea pubblica si è conclusa la fase conoscitiva – ha spiegato l’assessore provinciale all’ambiente Stefano Arrighini – ora inizia quella della raccolta delle osservazioni scritte che saranno consegnate alla Conferenza dei servizi dove verranno invitati un rappresentante del comitato Cavalciotto e uno di Santa Lucia Insieme». In realtà all’assemblea di venerdì sera, nei locali della Chiesa di Santa Lucia, si sono raccolte anche le prime osservazioni dei cittadini e soprattutto dei due comitati nati per tutelare la struttura del Cavalciotto. «Il progetto presentato – ha spiegato Valerio Barberis del comitato Cavalciotto – ha almeno tre punti che ci preoccupano; la mancanza di garanzia che il sistema delle gore continui ad essere alimentato, il sospetto che la centrale non sia completamente interrata e infine non abbiamo nessuna certezza che a fine concessione, se l’impresa non rileva l’impianto, venga ripristinato lo status quo attuale».
Secondo i dati forniti dai tecnici di H2E, la società che ha curato il progetto e la realizzazione, la centrale avrà una potenza di 400kw, produrrà 1.280.000Kwh pari al fabbisogno di 1830 persone, per realizzarla serviranno 5 settimane, saranno scavati 2605 metri cubi di terra e rimossi 1975 metri cubi, serviranno 170 viaggi (un camion all’ora) mentre il costo complessivo sarà di 2,5 milioni. Stima che ha creato malumore tra i presenti che hanno puntualizzato anche che si indica un parco pubblico come via di accesso al cantiere.
Altre critiche sono state sollevate sulla cauzione di 100mila euro che H2E verserà al Comune per i 25 anni di concessione e la mancanza di un bando per l’assegnazione del progetto. «La cauzione – ha sottolineato Riccardo Matteini socio di H2E- viene versata subito, mentre per quanto riguarda la questione del bando non era necessario, in quanto la proposta è stata fatta dalla nostra società e poi pubblicata, se qualcuno avesse voluto presentare un progetto alternativo avrebbe potuto farlo in quell’occasione». Durante l’apertura del cantiere ci sarà un controllo da parte di un team di archeologi. «Abbiamo monitorato l’intera struttura - spiega Lapo Somigli – durante i lavori potrebbero emergere anche altri reperti, stiamo pensando di realizzare un centro di documentazione e una pubblicazione». Alla serata ha partecipato anche l’assessore Dante Mondanelli che si è impegnato ha verificare che la centrale verrà completamente interrata, a garanzia di quanto previsto nel progetto: «Verificherò con i tecnici che la centrale non abbia neppure un forte impatto sull’ ambiente».
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