Finanza
«Quella banca ha truffato i dirigenti del Comune»
La Procura chiede il rinvio a giudizio di Dexia Crediop e di un funzionario «Si sono approfittati dell’ingenuità e dell’incompetenza degli impiegati»
PRATO. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Dexia Crediop e un funzionario dell’istituto di credito che ha gestito i contratti Swap di finanza derivata, stipulati dal Comune dal 2002 al 2006. Il reato contestato è truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. Sarà ora il giudice per l’udienza preliminare a decidere se accogliere o meno la richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Ledda. La prima udienza è fissata per il prossimo 24 gennaio. Il giudice potrà sposare o bocciare la tesi della Procura o chiedere ulteriori indagini prima di decidere il da farsi. Certo è che la decisione della Procura era attesa, considerato quanto riportato nella consulenza tecnica d’ufficio e nell’avviso chiusura indagini. In questi atti giudiziari a Dexia Crediop vengono attribuiti comportamenti tutt'altro che corretti. Si parla chiaramente di "raggiri e artifizi" per indurre il Comune a stipulare, e successivamente a rinnovare, i contratti Swap per ristrutturare il proprio debito. Una scelta che le casse comunali hanno pagato a caro prezzo con un’emorragia di milioni di euro. I consulenti della Procura hanno anche evidenziato, attraverso alcune email tra i vari bancari che si sono occupati degli Swap pratesi, come l’istituto di credito si facesse beffa del Comune e dei suoi dirigenti per l' ingenuità e l'incompetenza sull'argomento dimostrate. Nell'avviso chiusura indagini il sostituto procuratore Ledda elenca i comportamenti ritenuti illeciti adottati da Dexia Crediop. Ad esempio "presentando falsamente operazioni finanziarie proposte al Comune come convenienti". E ancora "approfittando in vario modo dell'assoluta inesperienza del personale dell'Area finanziaria del Comune e dei componenti degli organi deliberativi dell'Ente in relazione alla tipologia delle operazioni finanziarie proposte". Raggiri che andavano a segno anche grazie al ruolo di advisor che il Comune di Prato aveva affidato "in modo gravemente incauto"a Dexia nonostante fosse anche sua controparte contrattuale. L'elenco dei comportamenti contestati all'istituto di credito e al suo dipendente è lungo e inserito in un'ampia e complessa documentazione che ora passa all’esame del gup. La vicenda swap ha più risvolti giudiziari, non solo penali. Il prossimo 21 novembre il Tar si esprimerà sul ricorso che Dexia Crediop ha presentato in merito alla delibera con cui il consiglio comunale autorizza l’annullamento in via di autotutela tutti gli atti che, a partire dal 2002, hanno preceduto e autorizzato la stipula dei vari contratti swap. L'unico modo per fermare un'emorragia che ogni anno costa alle casse comunali un milione e 700mila euro e che prevede un costo di uscita di circa 11 milioni di euro.
Eleonora Barbieri
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