Italia
Lesioni e stalking: condannato il pirata che travolse Edo
PRATO. Ha perseguitato, sequestrato e pestato la fidanzata e per questo ieri si è preso una pesante condanna, ma rischia di prenderne un’altra, perché è accusato di essere stato alla guida dell’auto...
PRATO. Ha perseguitato, sequestrato e pestato la fidanzata e per questo ieri si è preso una pesante condanna, ma rischia di prenderne un’altra, perché è accusato di essere stato alla guida dell’auto pirata che la notte del 6 luglio 2011travolse il diciannovenne Edoardo Mattei, fuggendo poi senza prestare soccorso mentre il ragazzo rischiava di lasciarci la pelle.
Il marocchino Nabil Haba, 20 anni, difeso da Antonio Bertei, è comparso ieri davanti al Tribunale per rispondere delle accuse di violenza sessuale, lesioni personali aggravate, sequestro di persona e stalking nei confronti della sua ex fidanzata, un’italiana di trent’anni, e si è sentito assolvere per l’accusa più grave, la violenza sessuale, ma per le altre accuse è stato condannato a una pena molto pesante, cinque anni di reclusione.
Si è poi appreso che lo stesso Nabil (ci sono dubbi anche sull’identità, visto che è clandestino e quando fu arrestato disse falsamente di essere minorenne) è lo stesso giovane che alla vigilia di Natale dell’anno scorso fu denunciato con l’accusa di essere stato alla guida dell’Audi A6 rubata che la notte del 6 luglio aveva travolto Edoardo Mattei, figlio dell’avvocato Giandomenico.
Il ragazzo rimase in coma per due settimane e ci fu una straordinaria mobilitazione degli amici sui social networks per fargli arrivare solidarietà e chiedere che il colpevole venisse individuato.
La svolta nelle indagini arrivò cinque mesi dopo e ora siamo in grado di raccontare il retroscena dell’indagine. Fu l’ex fidanzata di Nabil, e non un uomo, come era stato detto ufficialmente, a raccontare ai carabinieri di aver raccolto le confidenze del suo giovane compagno. La ragazza disse che Nabil gli aveva raccontato di aver messo sotto un ragazzo alla rotonda tra via Machiavelli e via Matteotti, e di essere scappato. I carabinieri e la polizia municipale, che stava indagando sul caso, ci misero poco a fare due più due. Nel frattempo Nabil è stato arrestato per le accuse che gli ha mosso la sua ex fidanzata (i fatti sono accaduti nell’autunno dell’anno scorso) e ieri è stato condannato a cinque anni, uno dei quali ha già scontato in custodia cautelare. L’ex fidanzata aveva detto di essere stata picchiata e rinchiusa in casa, lui si era giustificato dicendo che lei era gelosa di un’altra donna e che gli aveva fatto saltare i nervia. Alla lettura della sentenza il giovane marocchino non ha battuto ciglio e ha seguito la polizia penitenziaria che lo ha riportato alla Dogaia. Probabilmente stava già pensando al secondo processo che lo attende, quello per l’omissione di soccorso e la ricettazione in relazione all’incidente di luglio. Nel caso fosse riconosciuto colpevole, la condanna sarebbe certamente più mite, ma sommata alla prima lo farebbe restare in carcere per un bel po’. L’udienza preliminare per l’omissione di soccorso è stata fissata ai primi di dicembre.
Paolo Nencioni
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