Sicurezza
La città piange Montaini l’innovatore dell’Asl
L’ex direttore generale viene ricordato come uomo di grande intelligenza Il consigliere Mattei: «Arrivò a Gida che aveva settant’anni e grinta da vendere»
PRATO. Un uomo di un’intelligenza fuori dal normale, capace di guardare al futuro, ma anche un maestro di vita. Il ricordo dei dipendenti dell’Asl, degli industriali e dei politici che hanno fatto un pezzo di strada con Carlo Montaini è unanime. «Aveva un’intelligenza fuori dal comune – ricordano le segretarie della direzione Asl - non demordeva mai dagli obiettivi che si era prefissato, ha fatto anche scelte forti, alle volte giuste, altre sbagliate, ma ha sempre risposto in prima persona».
Montaini ha avuto diversi incarichi, ma quello all’interno della sanità è stato il più lungo e il più impegnativo; con lui si è passati dalle Inam, alle Usl fino alle attuali Asl di cui fu il direttore generale. «Mi chiamò a ricoprire il ruolo di direttore sanitario – spiega Luigi Ricci responsabile dell'Unità operativa di igiene e sanità pubblica - allora avevo 40 anni e tante conoscenze scientifiche, con lui ho imparato a lavorare in gruppo. Carlo non aveva paura ad andare in corsia, negli ambulatori, non aspettava che arrivassero i reclami, cercava di prevenirli». «Aveva un’intelligenza civile – continua Ricci – perché guardava al bene pubblico; quando si dovevano fare tagli di bilancio si raccomandava di andare a operare dove uscisse meno sangue». Montaini poteva anche incutere timore ma chi ha lavorato gomito a gomito con lui ha scoperto anche una persona attenta agli altri. «La mattina quando arrivava in ufficio – spiegano le sue segretarie – si accorgeva subito se qualcosa non andava e così ci chiamava nella sua stanza e diceva; allora tata che cosa succede?» Addirittura Ricci parla «di un uomo tenero». I ricordi dei dipendenti dell’ Asl sono tanti, ma forse i più significativi sono due. «Dopo una lunga trattativa con i medici di famiglia – spiega Ricci – siamo andati a mangiare una pizza insieme in un locale frequentato da famiglie, appena ci siamo seduti Carlo è stato riconosciuto dalla gente che si avvicinata per salutarlo perché lo aveva sentito parlare in televisione poco prima. La riconferma che era un uomo che stava dalla parte dei cittadini». Le segretarie, ancora visibilmente scosse per la sua morte, invece, raccontano il loro primo giorno di lavoro. «Ci ha chiamate dicendoci di andare a collaborare con lui specificando però, che se non fossimo state all’ altezza, saremmo tornate a ricoprire i vecchi incarichi. Abbiamo invece lavorato tanti anni insieme e soltanto quando è andato in pensione abbiamo smesso di darci del lei; a quel punto non era più un capo, ma un amico». Montaini ha anche ricoperto altri incarichi, prima in politica, era socialista, poi alla Gida, dove è stato direttore dal 2000 al 2008 ottenendo la gestione dell’acquedotto industriale. «Quando ero sindaco – spiega Fabrizio Mattei – lui era amministratore alla Gida, aveva più di settant’anni, arrivò con una grande grinta e voglia di innovare». Montaini, anche quando non aveva più incarichi istituzionali, ha continuato a partecipare alla vita politica e sociale della città con le raccolte di email “Riflessioni settimanali” dove, con grande lucidità, guardava al futuro senza lasciarsi andare a commiserazioni sul passato. Montaini quando era assessore alle attività produttive ha inventato “Prato produce” (oggi Prato Expo), una manifestazione che allora faceva paura, ma che con il passare degli anni è diventata la vetrina per l’industria del distretto e la Palla Grossa, anche questa idea è stata ripresa e rilanciata con successo.
Alessandra Agrati
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