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L’Asl ci ripensa: i disabili avranno il sostegno
PRATO. Dopo aver sollevato la questione, rientra il rischio per i ragazzini disabili di restare senza sostegno a scuola. In seguito all’allarme lanciato nei giorni scorsi dai Comuni, è stato...
PRATO. Dopo aver sollevato la questione, rientra il rischio per i ragazzini disabili di restare senza sostegno a scuola. In seguito all’allarme lanciato nei giorni scorsi dai Comuni, è stato raggiunto un accordo con l’Asl per la prosecuzione dell’attività. L’Azienda sanitaria locale ha fatto marcia indietro sulla decisione di tagliare la gestione degli interventi socio-educativi e ha concesso una proroga tecnica della convenzione fino a giugno del 2013, termine dell’anno scolastico. L’Asl procederà poi all’indizione del nuovo bando per selezionare gli educatori di sostegno da affiancare ai bambini e ai ragazzi dalle materne alle superiori in base alle patologie e i bisogni certificati. La soluzione è stata trovata dopo un'assemblea che ha visto riuniti la Società della salute, i dirigenti Asl, la conferenza dei sindaci, la presidente della conferenza zonale dell'Istruzione Rita Pieri e i rappresentanti della scuola. «Abbiamo trovato un accordo che supera le criticità che si erano presentate sulla gestione del servizio - ha assicurato il direttore amministrativo Massimo Braganti - ed è stata prorogata fino alla fine dell'anno scolastico la convenzione in scadenza il 31 dicembre e deciso di indire il nuovo bando Estav». Un servizio che rischiava di scomparire e che invece è stato garantito. Non solo. Sono stati tutti inseriti nei centri diurni socioeducativi e sociosanitari i disabili sotto i 65 anni d’età che erano in lista d’attesa (13 persone), grazie alla decisone della Società della salute di devolvere al settore tutto il fondo per la “non autosufficienza 2012”, ovvero 196.341 euro, finanziato con risorse regionali. Nei centri, in tutto 11 sul territorio, di cui 5 sociosanitari e 6 socioeducativi, nel 2012 erano già stati inseriti 170 cittadini. Gli obiettivi principali sono andare incontro alle richieste delle famiglie ed ampliare i servizi per i figli portatori di handicap. I centri diurni infatti sia educativi che sanitari forniscono un sostegno importante per le famiglie e i disabili, inseriti in tante attività interessanti e progetti di inserimento sociale per tutta la giornata, prima di tornare a casa propria.
«Attraverso il potere d'indirizzo della Sds dei fondi regionali - ha aggiunto il direttore Riccardo Poli - intendiamo realizzare tre obiettivi: il primo è l'annullamento della lista d'attesa per i centri diurni, ma ci sono anche l' attività in piscina per il recupero delle autonomie personali fisiche e relazionali dei disabili, con il progetto attuato con la Fondazione Crida, e l'assistenza domiciliare-educativa erogata in forma diretta per persone affette da autismo attraverso il progetto ISI (Intervento socioeducativi integrati per l'autismo) attuato con Opera S. Rita». (ba.bu.)
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