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Prato

Incursione al Rodari, lezione interrotta

Incursione al Rodari, lezione interrotta

Un gruppetto di ragazzi si è infilato in un’aula durante l’ora di italiano Offese ad uno studente straniero. Il preside chiama i carabinieri

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PRATO. Un’incursione inquietante è stata compiuta ieri mattina all’interno della classe 2ª E del liceo di scienze umane Rodari di via Galcianese. Un gruppetto di ragazzi, tutti tra i 14 e 15 anni, intorno alle 11,30 è entrato nella scuola passando dal retro dove c’è una porta sempre aperta. Un’uscita di sicurezza che però può essere aperta anche dall’esterno. I ragazzi sono saliti al secondo piano ed hanno cominciato a fare un po’ di confusione lungo il corridoio. Ad un certo punto sono entrati in un’aula dove l’insegnante di italiano stava tenendo lezione. Uno dei ragazzi si è seduto sulla sedia accanto alla cattedra e, con uno sguardo intimidatorio, si è rivolto ad uno studente straniero: «Ce l’ho con quello macchiato», riferendosi al colore della pelle. Una battuta pesante, dal sapore razzista, che ha lasciato di stucco i presenti. La professoressa nel frattempo ha chiesto l’intervento del preside, Mario Di Carlo, che ha invitato i ragazzi ad allontanarsi dalla scuola. «Gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri. Appena hanno sentito la parola se la sono filata». Pochi minuti dopo infatti al Rodari è arrivata un’auto dei carabinieri ma i ragazzi se n’erano già andati.

L’episodio, che ha turbato in particolar modo la professoressa che si è ritrovata all’improvviso a fronteggiare questo gruppetto di teppistelli, è comunque ancora tutto da chiarire. Qualcuno dice di averli visti divertirsi a lanciare sputi contro i vetri esterni alla scuola. «Credo che si sia trattata di una bravata - commenta il preside Di Carlo - non ho idea di perché abbiano deciso di entrare nella scuola. Immagino che uno dei motivi sia l’alta presenza femminile, ma non so nulla di espressioni razziste nei confronti di uno studente. La mia impressione è che abbiano voluto fare gli sbruffoncelli davanti alle ragazzine». Nessuna idea se siano studenti e se davvero, come è stato ipotizzato, provenissero dal vicino istituto professionale Marconi, diretto, tra l’altro, sempre dallo stesso Di Carlo. «Non mi è sembrato di riconoscerli. Oggi però farò un giro nella scuola, di sicuro se li incontro sono in grado di riconoscerli».

Difficile capire anche se davvero i baby invasori ce l’avessero davvero col ragazzo straniero o sia stata soltanto una trovata, di cattivo gusto, estemporanea. Anche se, vedi l’episodio della rissa fra studenti pratesi e cinesi del Dagomari dell’altro giorno, potrebbe anche far supporre che dentro le scuole possa soffiare un venticello di intolleranza.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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