Il Tirreno

Prato

LE FIRME IN PIAZZA DEL COMUNE

Il questore replica a Giugni «Per noi era volantinaggio»

PRATO. Alle critiche mosse da Vittorio Giugni, segretario di Liber@mentePrato, sull’organizzazione del banchino per la raccolta firme contro la soppressione della Provincia di Prato, il questore...

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PRATO. Alle critiche mosse da Vittorio Giugni, segretario di Liber@mentePrato, sull’organizzazione del banchino per la raccolta firme contro la soppressione della Provincia di Prato, il questore Filippo Cerulo ha risposto con una lettera. «La premessa- scrive il questore - è i profili amministrativi concernenti l'occupazione di suolo pubblico sono di competenza esclusiva del comune, che la esercita avvalendosi di propri uffici. La Questura di Prato espleta le proprie competenze in materia di pubbliche manifestazioni nelle forme e nei limiti dell'art.18 T.u.l.p.s., che impone ai promotori di una riunione in luogo pubblico di dare avviso, almeno tre giorni prima, al Questore. E’ quantomeno infondato sostenere che nella vicenda in esame "la raccolta firme del comitato si sia potuta tenere solo con un permesso rilasciato dagli uffici della Questura". Ciò è inesatto in primo luogo perché, come meglio precisato a seguire, l'iniziativa del comitato di cui Lei parla è stata comunicata a questo ufficio nelle forme di un volantinaggio; in secondo luogo, perché la Questura non autorizza la Sori a rilasciare o meno permessi per l'occupazione di suolo pubblico, ma esprime un parere negativo in caso di motivi ostativi di ordine e sicurezza pubblica, che nella fattispecie non si sono ravvisati. La Questura, pertanto, non ha autorizzato alcuna raccolta firme con banchino e occupazione di suolo pubblico ma ha ricevuto sic et simpliciter la comunicazione di un volantinaggio (si ripete: non di raccolta firme né di occupazione di suolo pubblico) che in sé non comportava motivi ostativi né era assoggettata all'obbligo temporale di cui all'art.18 T.u.l.p.s..Si conferma, pertanto, la totale estraneità della Questura alla problematica da Lei descritta anche in merito all'asserito utilizzo il 2 novembre di piazza del Comune per "raccolta firme con banchino" da parte del comitato di cui Lei parla». Il questore ha poi riposto che la richiesta di Giugni per un banchetto nei giorni 17, 18 e 24 novembre ha già ottenuto il nulla osta.

La risposta del questore è stata accolta con soddisfazione da Giugni: «Diamo volentieri atto al Questore ed a tutti i suoi uffici di non aver avuto alcuna parte nell'iniziativa di raccolta firme del 2, 3 novembre da parte del comitato contrario alla cancellazione della provincia di Prato. Resta il fatto, però, che l'iniziativa del sedicente comitato si è potuta svolgere non avendo lo stesso alcuna autorizzazione valida. Nè da parte della Questura, peraltro incompetente su questa materia, nè da parte degli uffici della Sori».

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