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Prato

«Chi mi ha pignorato lo stipendio è già stato citato per danni»

«Chi mi ha pignorato lo stipendio è già stato citato per danni»

Il sindaco Cenni commenta l’iniziativa del commercialista che rivendica parte di una parcella Il professionista chiede 330.000 euro, ma Go-Fin gli fa causa per tre milioni. Si decide tra un mese

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PRATO. «Nella vita ci sono momenti di difficoltà per tutti, io li affronterò come ho affrontato gli altri che si sono presentati e come quelli che si presenteranno».

L’ha presa con filosofia il sindaco Roberto Cenni. Dopo l’inchiesta per bancarotta fraudolenta che lo vede indagato insieme al figlio e ad altri sei ex amministratori della Sasch, dopo gli ingenti sequestri ordinati dal giudice nella causa civile, è arrivata in questi giorni, come abbiamo riferito ieri, l’ennesima tegola. Più piccola delle prime due, evidentemente, ma certo destinata a non risollevare l’umore del primo cittadino.

Il commercialista fiorentino Massimo Nuti ha chiesto il pignoramento di un quinto dell’indennità di sindaco percepita da Cenni perché dice di non aver riscosso una parte della parcella (330.000 euro)che avrebbe dovuto saldargli la holding Go-Fin, cioè la cassaforte delle società del gruppo Sasch.

E lo ha potuto fare perché a suo tempo Cenni, prima di uscire dalla holding, aveva prestato una fideiussione a garanzia dei creditori.

«In realtà mi risulta che la Go-Fin abbia un contenzioso con quel professionista per danni che li avrebbe provocato alla società» rivela il sindaco Cenni nella pausa tra una riunione e l’inizio del consiglio comunale. «E comunque - aggiunge - è una vicenda che si risolverà in Tribunale».

Sì, perché il pignoramento non è ancora esecutivo. I legali del sindaco, in particolare l’avvocato fiorentino Gianni Baldini, hanno subito fatto ricorso e il giudice dovrà pronunciarsi il prossimo 12 dicembre.

In concreto si sta parlando di qualcosa meno di mille euro, visto che lo stesso Cenni dichiara di percepire poco più di 4.000 euro netti come indennità. E’ dunque più che altro una questione di principio quella del commercialista fiorentino, che preferisce non commentare la vicenda. L’azione “riconvenzionale” promossa da Go-Fin nei suoi confronti è molto più pesante: si chiedono 3 milioni di euro di danni.

Il sindaco si consola con la solidarietà dei suoi colleghi di giunta, che già in occasione dei sequestri conservativi ordinati sul patrimonio della famiglia Cenni si erano detti pronti a sostenere economicamente il primo cittadino. Di fatto nessuno ha messo mano al portafoglio perché finora non ce n’è stato bisogno. «Gli assessori si sono dimostrati molto solidali e di questo li ringrazio - osserva Cenni - Io in questa vicenda economicamente ho messo tutto quello che ci potevo mettere». Di fatto, conferma il sindaco, le uniche sue entrate sono quelle dell’indennità: 12 mensilità di poco più di 4.000 euro. Non poco rispetto a quanto guadagna la maggior parte dei suoi elettori, ma molto meno di quanto lui stesso fosse abituato a incassare fino a qualche mese fa. (p.n.)

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