Il Tirreno

Prato

Una “Tempesta” di emozioni

di Miriam Monteleone

Il regista Binasco porta in scena da questa sera al Metastasio la rivisitazione dell’opera di Shakespeare

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PRATO. «Un grande classico, realizzato con pochi soldi, ma puntando sull’emozione e su un uso concreto della fantasia».

È così che Valerio Binasco, attore e regista tra i più apprezzati della nuova generazione, ci presenta “La Tempesta”, in scena da stasera ore 21 fino a domenica al Metastasio. Lo spettacolo, coprodotto dallo Stabile della Toscana, vedrà salire sul palcoscenico gli attori della nuova compagnia Popular Shakespeare Kompany.

Un collettivo frizzante, nato ufficialmente la scorsa estate a Verona.

Binasco oltre ad essere il regista di questo lavoro, sarà presente anche sul palco come interprete nei panni di Prospero. La Tempesta è uno dei testi più misteriosi e più rappresentati di Shakespeare.

Su cosa avete puntato per rivisitarlo in maniera originale?

«Abbiamo puntato sulla godibilità del racconto e su una recitazione concreta, poco artificiosa, comprensibile per il pubblico. “Un teatro vuoto” per dirla alla Peter Brook, dal forte impatto emotivo, un naufragio dove si piange e si ride, perché è questo che il teatro deve regalare al pubblico in sala, soprattutto quando la trama è nota e lo spettacolo conosciuto. Abbiamo usato scenografie riciclate, abbattendo i costi. Sarà una messinscena popolare sotto tutti i punti di vista».

Fermiamoci su quest’aspetto. L’essere popolare è anche un po’ la missione della nuova compagnia che tu dirigi. Spieghiamolo meglio…

«La Popular Shakespeare Kompany è una compagnia libera, volutamente non legata a nessun territorio, economicamente povera, se si vuol usare questo termine, ma piena di voglia di fare. Noi andiamo dove ci chiamano. Il nostro definirci popolare fa riferimento prima di tutto a un certo approccio verso il pubblico, al desiderio di complicità con la sala, a una spontaneità che il teatro ha un po’ perso. Poi popolare senza dubbio è la nostra missione, il nostro fare teatro con poco, l’abbattimento di certe strutture costose artificiali. Senza il sostegno di Paolo Magelli che ha creduto nella nostra filosofia, oggi non saremo qui a provare. Quella che ci è stata data è una grande opportunità».

Parliamo di Prospero, il suo personaggio.

«Per interpretare questo personaggio sono partito dalla realtà, come faccio sempre, cercando di indossarne i panni. Ho provato a immedesimarmi in un uomo politico molto forte, che a un certo punto viene costretto ad accudire una bambina e a naufragare. Ho riletto un po’ tutta “La Tempesta” come la storia di Prospero, della sua furia, della sua vendetta personale, pensando alla magia come qualcosa di tragico e non di fantastico. La vicenda passa dalla vendetta per arrivare al perdono e il mio personaggio vive tutto questo con grande sofferenza».

Sono in programma altre tappe dopo Prato?

«Lo spettacolo avrà una breve tournèe. Toccheremo alcune città italiane. Fino ad oggi abbiamo avuto un rapporto un po’ privilegiato con il Festival di Verona, non escludiamo di passare anche da lì».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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