La manifestazione
Se il giardino è sporco, tocca agli studenti ripulire
Succede all’Istituto tecnico-commerciale Gramsci Keynes. Il vicepreside: «Non è una punizione, e ai ragazzi piace»
Prato. Chi sporca paga, una regola universalmente valida. Figuriamoci non possa esserlo per gli studenti di un istituto superiore, soprattutto se gettano cartacce nel giardino oppure quando addirittura si fanno la guerra al lancio di rifiuti dalla finestra. Mai più cartacce e bottiglie che deteriorano l’immagine di una scuola se sono gli studenti a levarle dalla circolazione. Come? Munendosi di guanti e sacchetti per poi eliminare così ogni traccia di sporcizia. Succede all’istituto tecnico-commerciale “Gramsci-Keynes” di via Reggiana dove da circa un mese gli studenti di 62 classi s’improvvisano “spazzini” alternandosi nel rimuovere cartacce e bottiglie, secondo un calendario settimanale che andrà avanti fino a giugno 2013 (pubblicato anche sul sito dell’istituto), giornate di pioggia e maltempo permettendo.
Il turno quotidiano sarà svolto da due classi dalla prima alla quinta che avranno così la responsabilità di tenere in ordine le aree verdi intorno alla scuola. «Non si tratta di una punizione, ma di un atto che vuole responsabilizzare gli studenti – tiene a precisare il vicepreside del “Gramsci-Keynes” Antonio Buffone - È un’iniziativa che abbiamo voluto condividere con il corpo degli insegnanti portando la circolare in sede di collegio docenti dove è stata votata all’unanimità. E ai ragazzi piace. Il compito di mantenere pulito il giardino e gli spazi esterni non viene da loro vissuto come un obbligo. Anche gli adulti, del resto, sporcano. Ma nel nostro istituto spesso il problema si crea quando i ragazzi fanno merenda nell'orario della pausa e lasciano gli avanzi lungo il percorso».
Inoltre gli studenti, armati di pinze e guanti, materiale che viene consegnato loro dai bidelli, provvedono a gettare i rifiuti negli appositi bidoni per la raccolta differenziata (carta, plastica e lattine), cogliendo così l’importanza della separazione della spazzatura in chiave ecologica. La circolare inviata nelle settimane scorse dalla preside Maria Grazia Tempesti parlava del resto chiaramente, riferendosi a comportamenti poco consoni per i ragazzi sul piano del rispetto dell’ambiente. «Gettare il sacchetto della merenda nei bidoni dei rifiuti non richiede più energia del buttarlo per terra, appoggiarlo sul davanzale delle finestre o peggio infilarlo dietro i termosifoni, ma consente a tutti di vivere in un ambiente decoroso – si legge fra le righe -. Da studenti responsabili non ci si aspetterebbe di veder giocare al lancio dei rifiuti dalle finestre! Evidentemente c'è ancora da lavorare per educare al rispetto dell'ambiente». Detto fatto: ogni settimana due classi al giorno vanno a lezione di ecologia dedicando un quarto d’ora circa a questa attività educativa. autorganizzandosi sotto la guida degli insegnanti. A fine di ogni settimana viene valutata l’efficacia dell’attività.
Maria Lardara
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