Finanza
Norme giuste ma servono gli strumenti
La Confartigianato commenta il provvedimento che regola i rapporti fra imprenditore e fornitore
PRATO. Come al solito se non si ricorre alla maniere forti non si ottiene niente e a pagare le spese di un aggravio di responsabilità sono gli imprenditori, tutti, anche quelli onesti e in regola con i contributi.
Dopo l’entrata in vigore del provvedimento che impone all’imprenditore-committente di verificare il versamento di Iva e altre imposte prima di pagare il corrispettivo al proprio fornitore-appaltatore, emergono le prime problematiche. L’interpretazione della normativa consentirà di chiarire meglio le peculiarità relative agli obblighi di ciascuna categoria, poiché le nuove disposizioni non riguardano solamente il comparto edile dove effettivamente c’era più bisogno di far luce su un diffuso e talvolta complesso sistema di “scatole cinesi”.
«Questo provvedimento nasce da un’esigenza vera – commenta il segretario di Confartigianato Prato, Luca Galli - al nostro interno era la stessa categoria a chiedere interventi che tutelassero gli imprenditori sani dai comportamenti scorretti di chi agisce senza rispettare le regole. D’altra parte – aggiunge – si viene da una situazione in cui bastava assumere dipendenti tramite interposta persona per favorire la nascita di un sistema in cui diventa facile eludere le norme. Gioco forza si è reso necessario un provvedimento per interrompere questo genere di comportamenti scorretti».
Diversamente, per gli altri settori si impone, come sostiene il segretario, un’interpretazione più flessibile della norma «altrimenti – dice – si rischia di arrivare al paradosso». Se da una parte urgeva porre un freno a questo proliferare di evasione, dall’altra parte sarà importante far sì che le misure messe in atto non creino troppi problemi alle imprese che operano nella legalità rischiando di paralizzare l’attività economica. «Qualsiasi tipo di provvedimento che giova alle imprese andando nel rispetto della legalità è ben eccetto», è il commento di Stefano Crestini, imprenditore edile e dirigente di Confartigianato Imprese Prato. «Semmai – continua – sono i tempi e i modi con cui le misure vengono emesse che fanno discutere. Bene che si faccia il possibile per combattere l’illegalità, ma non va bene pretendere che siano le imprese a doversi accertare del corretto adempimento degli obblighi fiscali e contributivi della controparte».
Non c’è infatti convenienza nel sottrarre tempo ed energie alla propria attività d’impresa in un momento difficile per l’economia locale.
«Se le disposizioni sono queste – suggerisce Crestini– che per lo meno siano dati agli imprenditori gli strumenti per mettere in pratica gli adempimenti richiesti senza far perdere loro ulteriore tempo. Penso, per esempio, a un centro dati in grado di riconoscere attraverso l’inserimento di un semplice codice abbinato a ogni imprenditore se il fornitore è in regola oppure no».
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