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Prato

l’ extravergine dei pancrazi

Olio super senza aumenti e nuove confezioni regalo

Olio super senza aumenti e nuove confezioni regalo

MONTEMURLO. Nessun aumento di prezzo, ma novità nei contenitori e soprattutto sempre l’eccellenza nel sapore. Per l’olio extravergine della Villa di Bagnolo , da quest’anno è possibile scegliere fra...

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MONTEMURLO. Nessun aumento di prezzo, ma novità nei contenitori e soprattutto sempre l’eccellenza nel sapore. Per l’olio extravergine della Villa di Bagnolo , da quest’anno è possibile scegliere fra una più ampia gamma di contenitori, a seconda delle esigenze della clientela. Oltre alla consueta lattina da 5 litri infatti, anche una da 3 litri, naturalmente sempre allo stesso prezzo di 9 euro al kg, perché i proprietari, i marchesi Cristina e Vittorio Pancrazi sono convinti che non sia il momento adatto di ritoccare i prezzi,nonostante l’aumento dei costi.

Torniamo ai contenitori, stavolta quelli in vetro, dove da quest’anno si può scegliere fra le bottiglie da un litro, 750 cc e da mezzo litro, quest’ultimo adatto per i regali natalizi in cesta. Come sempre l’extravergine di Bagnolo, è un classico “blended”, con il 40% di olive frantoio, 20% leccino, 15% moraiolo e una piccola percentuale di rossellino, indispensabile per la delicatezza e per“addolcire” il sapore. A spiegare le caratteristiche dell’olio di Bagnolo è Fabio, il fattore, in questo periodo impegnato giorno e notte, perché le olive devono essere raccolte e poi spremute entro la nottata. «Quest’anno la maturazione è stata ottima, senza attacchi di parassiti o mosche varie, i polifenoli si sono sviluppati, al meglio, così come gli zuccheri ottenendo un olio profumato e fruttato» spiega Fabio, 55 anni da 15 a Bagnolo. La raccolta di circa 100 quintali di olive dai 3500 olivi è tradizionale: in corso fino al 20 novembre, sempre a mano grazie con l’ausilio di una decina di volontari. Per chi volesse assaggiare o comperare l’extravergine di Bagnolo, tutte le mattine dalle 8 alle 12 il fattore attende i clienti in via Montalese.

Prima di chiudere un accenno alla longevità del pinot nero, perché nei giorni scorsi una commissione di esperti sommelier ha effettuato una “verticale” dall’annata 1996 al 2006, ma è stata aperta anche una bottiglia del 1989, ancora “viva” .

Riccardo Tempestini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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