Attenzione
Ex giocatore Prato imputato per truffa a un anziano
Gestiva il conto del parente dell’ex compagna e nel 2000 L’accusa: ha prelevato 34 milioni di lire per una Mercedes
PRATO. Avrebbe illecitamente prelevato trentaquattro milioni di lire dal conto di un suo cliente per comprarsi una Mercedes.
Questa è l’accusa che viene mossa a Rosangelo Colombo, ex giocatore del Prato e allenatore di squadre giovanili di calcio, che ieri mattina è comparso in aula per l’udienza dibattimentale davanti al giudice Giulia Landini. Processo che lo vede imputato per truffa, per fatti riguardanti un periodo che va dal 1992 ( anno in cui la vittima ha aperto il conto alla Banca Fideuram) al 2008 (anno in cui è stata formulata la denuncia).
Ieri mattina è stata ascoltata la vittima della truffa che ha dato la sua versione dei fatti rispondendo alle domande del pubblico ministero, Michele Galantucci, della parte civile rappresentata dall’avvocato Piero Francesco Cerruto e dall’avvocato dell’imputato, Ermelinda Mele. L’uomo, che ha ottantacinque anni, ha raccontato di aver consegnato nel 1992, tre assegni da dieci milioni di lire ciascuno a Colombo che all’epoca era fidanzato con la nipote, perché aprisse per lui un conto alla Fideuram banca in cui era dipendente.
L’uomo ha anche tenuto a precisare che non ha mai dato alcuna disposizione a quel “nipote acquisito” di fare movimentazioni sul conto e di non essersi interessato a come andava il rendimento di quei soldi perché aveva piena fiducia nella nipote e in Colombo. Nel 2007 però succede che Colombo e la nipote dell’ottantacinquenne si separano. Da qui nasce la decisione dell’uomo di andare in banca, accompagnato dalla nipote, per verificare lo stato del conto e chiuderlo. La sorpresa arriva di colpo: sul conto ci sono solo 658 euro perché risulta che nel 2000 erano stati prelevati due assegni circolari di 17 milioni di lire ciascuno. Assegni che le indagini hanno permesso di accertare che sono stati utilizzati per acquistare una Mercedes il cui contratto è stato firmato proprio da Colombo.
All’ottantacinquenne sono state mostrate le varie firme presenti sui documenti per quanto riguarda le movimentazioni fatte a suo nome in banca ma l’uomo ha dichiarato che si tratta di firme non sue. Durante l’udienza sono state acquisite le dichiarazioni rilasciate in fase di indagine da parte del venditore della Mercedes che confermava di aver fatto il contratto per l’auto (il cui valore era di 85 milioni di lire) con Colombo e di aver ricevuto da lui i due assegni a copertura parziale del prezzo di vendita. Il processo è stato aggiornato al prossimo mese e, quasi sicuramente, si dovranno fare i conti con i termini di prescrizione.
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