Il Tirreno

Prato

«Abbiamo tessuto insieme una stoffa lunga e bella»

di Ilenia Reali
«Abbiamo tessuto insieme una stoffa lunga e bella»

Cattedrale colma di fedeli ieri pomeriggio per la messa di commiato «Ricordatevi di dire al mio successore che questa Prato è bella»

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PRATO. Un lungo, e inconsueto applauso, è stata la risposta di Prato al saluto del vescovo dopo venti anni alla guida della diocesi di Prato. Un applauso lungo e sincero al termine dell’omelia in cui monsignor Simoni ha chiesto di essere ricordato «non solo come colui che si è occupato di lavoro e di questioni sociali ma come testimone di Dio e apostolo della Chiesa, come colui che ha mostrato la bellezza del cristianesimo e la riuscita di una vita dedicata a Cristo».

Una richiesta che non ha impedito però al vescovo di parlare di quella che è ormai anche un po’ la sua città. «Ditelo al nuovo vescovo, e glielo dirò anch’io, che è bella questa Prato e questa Chiesa di Prato nonostante le rughe e i pesi gravati da una situazione sociale ed economica difficile».

E poi parole quasi di richiesta di perdono per quando ha sbagliato. «Vedo anche quello che non ho compiuto - ha detto - anche per i miei difetti di pastore e guida ma chi mi ha conosciuto sa quanta passione ho messo. Passione che mi ha portato a parlare anche troppo e troppo a lungo, sono stato e mi ritrovo ad esserlo ancora un impenitente predicatore. Ma sappiate che il primo contestatore del vescovo è stato il vescovo stesso».

Non è mancata una piccola confessione. «In passato molti anni fa ho vissuto ore molto dolorose così tanto da sentirmi spinto a lasciare la diocesi. Non ho perso la bussola grazie a monsignor Fiordelli, monsignor Eligio Francioni. Ho resistito e non mi sono tirato indietro. E da questo sono nate tante grazie, un bel periodo con voi. Abbiamo tessuto insieme un tessuto lungo e bello come quello che abbiamo fatto sfilare per la città. Quello di “Prato non deve chiudere” che fu una splendida giornata. E oggi vi dico che non solo Prato non deve chiudere ma deve sviluppare la sua storia cristiana».

Un saluto alla città raccolta in cattedrale e rappresentata da tutte le istituzioni (il presidente Gestri per la Provincia, il sindaco Cenni per il Comune di Prato) che ha ripetuto ancora una volta il vescovo Simoni non sarà un vero lasciarsi. «Rimarrò vicino a voi. Mi sento cittadino di Prato», ha detto ricordando la cittadinanza onoraria conferitagli dal Comune, dal sindaco, dai consiglieri comunali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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