Il dolore
Sicurezza in cantiere come certificazione di qualità e serietà
PRATO. Rispetto dei criteri si sicurezza nei cantieri come “certificazione di qualità”. E’ la proposta di Ance Prato e del suo presidente Moreno Paolo Torri, per dare respiro a un settore «falcidiato...
PRATO. Rispetto dei criteri si sicurezza nei cantieri come “certificazione di qualità”. E’ la proposta di Ance Prato e del suo presidente Moreno Paolo Torri, per dare respiro a un settore «falcidiato dalla crisi - spiega Torri - ma che occupa ancora 1.478 operai e conta 440 imprese». A patto che, quel certificato di qualità” che Ance Prato sta studiando assiema al presidente del Comitato paritetico territoriale (Cpt) Marco Baldi, che verrà promosso presso le imprese edili associate, «valga anche nei bandi pubblici come premiante nell'ambito delle caratteristiche e delle garanzie richieste alle imprese che partecipano alle gare». Secondo Torri « se gli amministratori locali vogliono dare segnali di attenzione hanno modo di farlo. E quindi, se credono, lo facciano». E' un invito pressante quello del presidente di Ance che ha fatto da poco il punto del settore con i presidenti della Cassa edile Massimo Paolieri, della Scuola edile Alessandro Cafissi e appunto il Cpt, dal quale sono emersi segnali non postivi. Secondo i dati della Cassa edile il numero delle imprese nella provincia di Prato è passato nei 12 mesi (settembre 2011-settembre 2012) da 484 a 440 (meno 44), mentre il personale operaio è sceso da 1.685 a 1.478 (meno 207 unità). «Finora la tendenza delle nostre amministrazioni - prosegue Torri - è stata quella di snobbare le imprese locali, non facendo nulla per evitare che opere importanti fossero appannaggio di realtà piovute da fuori. Alcune delle quali certamente affidabili, altre no. In questo modo si è spesso riusciti a conseguire un doppio insuccesso: si è negata un'opportunità all'economia locale e si sono affidati lavori di valenza strategica a soggetti che non hanno saputo portarli avanti. Basti citare - aggiunge - il caso della SR325, l'eterna non-finita, o anche del museo Pecci. Ma anche l'ospedale è un caso da segnalare: doveva essere un formidabile volano per l'economia locale, ma le imprese pratesi sono rimaste tagliate fuori». «Sono i frutti avvelenati della filosofia del massimo ribasso - conclude Torri - specchietto per le allodole per chi pensa di risparmiare prescindendo dai fattori qualità, affidabilità, serietà».
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