Il dolore
Prato “autonoma” come La Spezia
Nuove province, l’idea del sindaco Cenni e del deputato Mazzoni: chiedere una deroga come ha fatto la città ligure
PRATO. Prato come La Spezia. Perché no? E’ l’idea - spuntata quasi per caso - nella riunione dell’altra sera in Comune tra il sindaco Roberto Cenni, alcuni maggiorenti del centrodestra e il deputato e coordinatore provinciale Pdl Riccardo Mazzoni, nella quale, per l’ennesima volta, si è affrontata la questione dell’annessione di Prato, con la cugina Pistoia, nella Città metropolitana di Firenze .
«Bisognerà vedere se è fattibile, studiando le carte e andando a una verifica preventiva - è l’opinione del sindaco - ma vale la pena provare per uscire dalla gabbia che il governo ci ha imposto e che a tanti pratesi non piace».
Cos’è accaduto a La Spezia che da sola è diventata provincia autonoma pur non avendo alcuno dei criteri imposti dal primo decreto in termini di ampiezza di territorio e di popolazione residente? Che si è trovata, dal punto di vista geografico, in una situazione felice: stretta tra la città metropolitana di Genova e altre due regioni: Toscana ed Emilia Romagna . Secondo le regole dettate in un primo momento dal governo, La Spezia non avrebbe potuto entrare a far parte della Città metropolitana genovese appunto perché i confini del nuovo ente avrebbero dovuto ricalcare, quasi al centimetro, quelli della vecchia provincia. Tantomeno La Spezia avrebbe potuto, con un salto mortale, essere annessa a un’altra regione, Toscana o Emilia che sia.
E Prato che c’entra? Lo spiega Cenni: «L’area spezzina, se andiamo a vedere bene, ha caratteristiche molto simili a quelle di Prato. Infatti - spiega il sindaco - se Pistoia mantenesse la volontà di entrare nelle città metropolitana fiorentina, l’area di Prato confinerebbe con la Città metropolitana di Firenze da una parte e con l’ Emilia Romagna dall’altra». Quindi - è il ragionamento - se una regola è stata valida per la provincia ligure non si capisce perché non dovrebbe esserlo altrettanto per una provincia toscana. E su questo solco si muoverà il deputato Mazzoni che ben presto - una volta concluse le verifiche - presenterà un emendamento per chiedere la piena autonomia di Prato. Operazione però che andrà in porto solo se anche l’ente Provincia, governato dal presidente Lamberto Gestri, collaborerà. «L’idea è di poche ora fa - continua Cenni - e non c’è stato tempo di confrontarsi con Gestri. Se tecnicamente questa strada potrà essere percorsa, e lo sapremo a breve, non c’è dubbio - conclude il sindaco - che cercherò il presidente della Provincia per capire cosa ne pensi».
Cristina Orsini
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