Il Tirreno

Prato

Montalvo, il precursore del Teatro Stabile della Toscana

PROVINCIA/1 Questa città non è un sobborgo di Firenze “Prato è una grande città! Non può essere un sobborgo di Firenze. Difendiamo il nostro ruolo, la nostra dignità, la nostra storia”, è questo il...

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PROVINCIA/1

Questa città non è

un sobborgo di Firenze

“Prato è una grande città! Non può essere un sobborgo di Firenze. Difendiamo il nostro ruolo, la nostra dignità, la nostra storia”, è questo il cartello, da esporre in vetrina, che Confcommercio Prato consegnerà ai propri associati per protestare contro il decreto legge che ha cancellato Prato come capoluogo di Provincia, inserendo la nostra città d’imperio all’interno della città metropolitana di Firenze.

Prato è la terza città del centro Italia, non può permettersi di perdere servizi essenziali come Prefettura, Questura, Camera di Commercio ecc. Le imprese di Prato non possono rinunciarvi. I nostri imprenditori sperimentano ogni giorno le difficoltà derivanti dall’avere uffici periferici, già ampiamente sotto organico, perderli completamente sarebbe terribile. Con l’attuale dettato normativo della città metropolitana, il sindaco del nuovo pachiderma istituzionale (1 milione e settecentomila abitanti per 76 Comuni) toglierà al sindaco di Prato funzioni fondamentali, quali la programmazione urbanistica, la mobilità, lo sviluppo economico.

Noi non ci arrendiamo a questo futuro di lento ed inesorabile declino ed assorbimento nell’orbita fiorentina, per diventarne un sobborgo dormitorio e lotteremo perché ciò non accada.

Confcommercio Prato si rivolge quindi a tutte le forze politiche locali, ai consiglieri regionali, ai parlamentari senza distinzione di colore, per unirsi in quella che viene definita una battaglia esiziale per il nostro futuro, il cui scopo è compiere ogni tentativo, presso il governo prima e il Parlamento poi, affinchè questo decreto venga modificato. Confcommercio Prato, inoltre, parteciperà ad ogni assemblea ed incontro sul tema per contribuire a sensibilizzare la città e per fare fronte comune.

Unione Commercianti Prato

PROVINCIA/2

Comunque vada

abbiamo perso

Circa quaranta anni fa nelle sedi istituzionali di Firenze, Prato e Pistoia si parlava di area metropolitana e di metropolitana di superficie, collegamento su ferro che avrebbe dovuto collegare la suddetta area in una logica di servizi usufruibili su area vasta. Sono trascorsi quaranta anni ed ancora oggi non solo tale progetto non è stato realizzato, ma addirittura il servizio ferroviario è peggiorato sempre più fino al recente progetto di riorganizzazione che prevede l'eliminazione nel tratto Firenze - Lucca di alcune stazioni ferroviarie, ritenute di scarso valore. Per non parlare del mancato piano dei rifiuti e la infelice collocazione dell'aeroporto Fiorentino ecc.

Ho voluto riportare questo semplice esempio per ricordare che forse non vi è mai stato un interesse politico istituzionale affinché nel suddetto territorio si potesse ragionare in una logica di vera area metropolitana, pur non sancita da atti burocratici. Io che ho avuto l'onore di essere stato l'ultimo Presidente dell'Associazione Intercomunale, Ente che ha seguito tutto l'iter burocratico per la nascita della nuova Provincia di Prato, desidero manifestare tutta la mia amarezza per come è stata gestita la materia. In un primo momento sembrava che Prato dovesse diventare provincia di un territorio che comprendesse Pistoia, Lucca e Massa e aggiungo, con tanto dispiacere per alcuni politici e non, "Versilia e Forte dei Marmi compresi", per poi dalla sera alla mattina essere parcheggiati in una non ben definita area metropolitana con competenze ancora da addivenire. Premetto che non sono contrario alle aree Metropolitane. Ma è giusto chiedersi, è mai possibile che con D.L. 6 luglio 2012, n.95 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini il Governo tuteli i comuni con popolazione sotto i cinquemila abitanti e lo stesso Governo ha previsto l'abolizione di 35 province con popolazione cinquanta volte superiore? Tenendo in piedi comuni con cento abitanti? Mi chiedo inoltre, forse non sarebbe stato giusto abolire tutte le Province e magari accorpare i comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, che sono circa 5.800 e che rappresentano circa il 70%. del totale di 8.100 comuni Italiani? Ho seguito il dibattito di questi giorni in città e penso che in questo momento non dovrebbe interessare se Prato senza la sua provincia ci guadagnerà oppure no. Prato comunque vada ha perso, e su questo dovremmo essere tutti consapevoli, perché è impensabile che dopo circa mezzo secolo di lotte per vedersi attribuire un giusto riconoscimento, la terza città dell'Italia centrale si debba ritrovare dalla sera alla mattina periferia di Firenze, e magari province meno importanti di Prato e con meno problemi occupazionali, sociali e di integrazione rimarranno in vita.

Antonino Cardaci

ex presidente

Associazione Intercomunale

ex presidente Commissione per la Provincia di Prato

pROVINCIA/3

Una differenza

fondata su lavoro

La battaglia per l’autonomia provinciale non fu battaglia di campanile ma l’esigenza della terza città dell’Italia centrale d’assumere un profilo autonomo sul piano politico amministrativo. Un’esigenza che l’ente provinciale ha colmato solo in parte ma che oggi è ancora più forte di prima visto lo stato di crisi dell’economia locale e i segni di malessere che provengono dalla struttura sociale della città.

Firenze, invece, è città universale e avrebbe semmai la necessità di evolversi da città museo a città viva e motrice della cultura contemporanea. La città metropolitana riferita alla sola Firenze, come previsto all'inizio, sarebbe stata, dunque, la soluzione più adatta. Le politiche per Firenze non possono certo essere le stesse di quelle necessarie a rivitalizzare Prato e la sua specificità manifatturiera e affrontare e risolvere la convivenza con il distretto parallelo cinese.

Pertanto Prato deve rivendicare la sua diversità e ottenere gli strumenti politici amministrativi atti ad avviare un piano di uscita dalla crisi mettendo in relazione, ad esempio, le competenze del distretto con quelle espresse da altri comprensori regionali affini al sistema moda in una tessitura coerente di relazioni tra pubblico e privato che “premi il lavoro”.La città metropolitana estesa a Prato e Pistoia ci renderebbe ancora più periferici e invisibili alla politica. Invece, Prato capoluogo di un territorio vasto e con spiccate e diversificate abilità manifatturiere potrebbe essere un buon inizio.

Subito dopo, la partita si dovrebbe spostare concretamente sulle competenze e le funzioni di Regioni, Province e Comuni ed enti a loro collegati e sulla selezione della classe politica e dirigente.

Un vento di cambiamento c’è, approfittiamone ora.

Alessandro Michelozzi

segretario provinciale Psi

provincia/4

Niente giochi sulla pelle

dei lavoratori

Ci sconcerta, ma non ci stupisce, l'uscita in questi giorni di articoli di stampa che con buona dose di superficialità si sono "prodigati" a dare i numeri su quanti dipendenti delle province rischiano il posto a seguito dei processi di accorpamento dettati dal decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di province e città metropolitane. Superficialità che si traduce in una informazione che suscita solo allarmismo verso i lavoratori e le lavoratrici delle province, visto che continua ad essere d'obbligo il "condizionale"

Ci piacerebbe sapere sulla base di quali criteri considerando che ad oggi non abbiamo ancora certezze su funzioni, servizi, criteri di virtuosità e soprattutto come si concluderà l'iter di conversione del decreto legge.

Abbiamo sopportato in questi ultimi due mesi lo squallido dibattito che la politica ha consegnato agli organi di stampa su confini e capoluoghi, non siamo disponibili però ad accettare che si giochi sulla pelle dei lavoratori, l'anello debole di tutta questa vicenda.

Siamo consapevoli della complessità di questi processi e per tale ragione abbiamo rivendicato , con il presidio del 19 ottobre scorso, un tavolo istituzionale di livello regionale quale sede naturale per affrontare seriamente le ricadute sui servizi ai cittadini e sul personale (ma non in termini di esuberi) . Abbiamo inoltre chiesto alla Regione Toscana di assumere il ruolo di cabina di regia con le altre istituzioni coinvolte: Upi ed Anci.

Cgil Fp, Cisl FP, Uil Fpl

pROVINCIA/5

I politici affetti

da “cupio dissolvi”

Sembra davvero che parte della nostra classe politica dirigente, economica e ociale sia stata colpita, in questi ultimi tempi, da una "brutta malattia".

La "cupio dissolvi" ovvero "desiderio d'essere dissolto", ovvero "volontà masochistica di autodistruzione", ovvero "desiderio di operare per il disfacimento di se stessi".( per chiarezza chi sarà dissolta è Prato) .

Prendete pure la definizione che più Vi aggrada e ditemi se questi non vi sembrano i sintomi che manifestano coloro i quali dicono di

voler bene a Prato ma scelgono la Città metropolitana .Di fatto,

secondo noi, operano per il contrario e dunaue sono "affetti" da cupio dissolvi.

Comitato provinciale

area pratese

PROVINCIA/6

Le omissioni

del deputato Lulli

Come mai l'on. Lulli omette di spiegare ai cittadini che la città metropolitana ingloba i comuni che, a poco a poco, perdono la loro autonomia per diventare comune metropolitano? Perché non spiega come l' azione politica del suo partito, oltre a farci perdere le funzioni e i servizi della Provincia, assesta un colpo mortale all' autonomia comunale?

Perchè non spiega ai cittadini come potrà un "mostro" da Marradi all' Abetone tutelare i loro interessi e le loro aspettative meglio del Comune di Prato? Raccontare che questo ente avrà mirabolanti finanziamenti e straordinarie opportunità vuol dire prendere in giro i pratesi per interesse di partito. Un parlamentare ha il dovere di dire la verità a chi lo elegge, le solite barzellette bisogna saperle raccontare.

Giovanni Bambagioni

segretario provinciale Udc

provinciA/7

Province unite contro

il mostro a tre teste

Il mostro a tre teste della Città metropolitana può essere superato e sconfitto dal tridente istituzionale Firenze-Prato-Pistoia. È arrivato il momento di tirare le somme delle tante prese di posizione che non solo a Prato, ma nella stessa Firenze (dal vicesindaco Nardella, all’assessore Petretto, allo stesso Renzi), hanno espresso la più forte contrarietà alla singolare invenzione voluta da Rossi e fatta propria dal Governo nazionale.

Si tratta di passare da gesti simbolici, seppure importanti, ad una strategia di alleanze che veda le città interessate reagire in maniera unitaria al colpo di mano realizzato ai loro danni.

Il panorama della Toscana centrale è così ricco e variegato che non può essere ridotto nella camicia di forza di un'unica Città metropolitana. Ormai anche a Palazzo Vecchio cominciano a rendersi conto che la coabitazione forzata di tre distinte realtà urbane non può funzionare e rischia anzi di diluire lo stesso ruolo del Capoluogo regionale.

Del resto le parole del Vicesindaco di Firenze appaiono molto chiare “La riforma è un pasticcio che trasuda di neocentralismo. Aver creato una Città metropolitana a tre teste che non ha uguali in Europa, troppo grande e difficile da governare, è un errore. Sarebbe meglio tornare al territorio delle provincia di Firenze.”

Questi giudizi debbono trovare a Prato orecchie molto attente. Sarebbe di grande rilievo una forte iniziativa del Comune di Prato per sollecitare un'azione unitaria tra Prato, Firenze e Pistoia finalizzata a rimettere in discussione, fin quando siamo in tempo, questa invenzione pasticciata e punitiva per tutto il territorio.

Una tale presa di posizione unitaria avrebbe una così grande forza istituzionale da spazzare via tutti i giochi politici; ben difficilmente potrebbe essere ignorata dal Parlamento che sarà chiamato a convertire in legge il decreto del Governo.

Sarebbe anche un bel modo per dimostrare che le istituzioni locali possono cooperare con risultati positivi anche senza essere costrette ad una convivenza forzata.

Alberto Magnolfi

presidente Gruppo regionale Pdl

LA BUONA SANITÀ

Grazie per l’ottimo

trattamento ricevuto

Il sottoscritto Roberto Galli, Presidente del Centro Cardiopatici Toscani sez. di Prato presso codesto Ospedale , desidera esprimere la sua più grande riconoscenza al Reparto Regionale di medicina seconda per le patologie reumatiche , diretto dal Chiar.mo Dott. Fabrizio Cantini, nonché dal suo staff medico , paramedico e infermieristico per il trattamento che ho avuto nel corso di un mio recente ricovero per la grande professionalità dimostrata.

Desidero infine mettere in particolare in evidenza la grande umanità e disponibilità di tutto il personale nessuno escluso.

Egr. Direttore Generale dell'Ospedale Dott. Cravedi, la prego di inoltrare le mie parole e saluti, se potrà a questo importante reparto.

Grazie davvero di cuore

Roberto Galli

presidente del Centro

cardiopatico Toscani

sezione di Prato

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