Sicurezza
La ronda notturna da dieci anni aiuta chi soffre
Un servizio nato all’indomani dell’uccisione di due barboni e che dà conforto a chi vive ai margini della società
PRATO. Sono passati dieci anni da quando è iniziato il servizio di Ronda notturna, nato sulla scia dell’indignazione per l’uccisione di Jonatha e Marco , due “barboni” massacrati nei giardini di via Curtatone. Al tempo avevamo poche idee, molto confuse, e la voglia di salvare chi vive sulla strada, di fare giustizia e di riabilitare il mondo del sommerso. Ora ci siamo resi conto che invece ciò che devo fare è ascoltare e rispettare le scelte di ciascuno, questo è quello che ci chiedono “ i barboni” , quelli che non hanno una casa, un lavoro, una famiglia, quelli che sono emarginati, quelli che preferiscono fare “colletta” piuttosto che andare a lavorare, quelli che ragionano con criteri diversi dai miei.
L’inizio del servizio è stato caratterizzato da un forte senso di frustrazione; nessuno dei nostri ”utenti” riusciva ad abbandonare la strada, qualcuno sembrava farcela e poi, improvvisamente, lo ritrovavamo alla stazione a dormire nella sala d’attesa e con il passare del tempo ci siamo accorti che bisognava cambiare mentalità, accogliere le scelte degli altri , non cambiargli o manipolargli la vita. Semplicemente fare una proposta che se non fosse stata accettata non avrebbe cambiato il nostro stato d’animo. Non giudicare è l’altro imperativo che ormai è diventato parte del servizio; prostituirsi o dormire davanti alle poste centrali, magari non è una scelta, forse è una situazione in cui le persone scivolano piano piano; perdono il lavoro, muore l’anziana madre, la moglie decide di separarsi , i figli devono studiare e i soldi per pagare i libri e assicuragli un futuro non si trovano; lentamente tutte le fragili sicurezze scompaiano, nessuno ti aiuta più, non sei in grado di andare avanti e allora arriva la tentazione del cedere all’ alcool che tutto fa dimenticare, perfino il freddo della notte, oppure di vendere il proprio corpo sulla tangenziale per 30 euro a prestazione.
Un mondo difficile da capire che ha ovviamente le sue regole e i suoi lati oscuri; molte delle persone che sono sulla strada hanno avuto problemi con la giustizia, sono state in carcere, spacciano e rubano. E allora è giusto abbandonarli a se stessi, negargli perfino un caffè caldo e cinque minuti di chiacchiere? I primi tempi avevamo quasi paura di questo mondo e rimanevamo nel ruolo di volontario; noi da una parte e loro dall’ altra, nel mezzo un mondo intero. Dopo qualche anno, abbiamo capito che le cose, qui come altrove, non funzionano così, il rapporto deve essere paritario; tu mi racconti di tuo figlio che va a scuola, io dei dei miei che crescono, tu mi fai capire che tuo marito ti picchia, io ti accenno alle difficoltà con il mio, tu mi vuoi baciare e abbracciare e io faccio lo stesso, come potrei fare con un amico, qualcuno che ogni settimana da dieci anni incontro sistematicamente. I volontari della ronda, qualcuno li chiama “gli angeli della notte” a noi non piace questo termine, preferiamo, se proprio è necessario essere ricordarci come Alessandra, Francesco, Gianluca, Caterina, Eva, Giacomo, Andrea, Susanna, Roberto, Franco, Tiziana, Diego e Riccardo della ronda notturna.
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