Il Tirreno

Prato

«Il ricorso è praticabile»

Città metropolitana: Del Regno alla commissione consiliare

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PRATO. La battaglia degli intransigenti – oramai bipartisan – contro la città metropolitana potrebbe essere agli sgoccioli. Pessima notizia per Roberto Cenni, che sui toni barricadieri ha conquistato visibilità nazionale cavalcando il desiderio mai del tutto appagato di autonomia da Firenze fra molti pratesi. Questo improvviso ribaltamento si vive nel pomeriggio nella riunione della commissione affari generali del Comune. Il colpo alla strategia della guerra “senza se e senza ma” contro l'aggregazione di Firenze-Prato-Pistoia lo infligge proprio il presidente della commissione, Gianluca Banchelli del Pdl: «E' il momento di lavorare oltre l'arrabbiatura, cercando di trovare le giuste alchimie per incidere sullo statuto del nuovo ente». Parole utili a ridurre le distanze con il Partito Democratico, almeno con quello schierato dalla parte della segretaria provinciale. Il sindaco, però, non la prende bene, si spazientisce durante la riunione e sventola ancora una volta le peculiarità di Prato come seconda città del centro Italia: «Come fa un sindaco metropolitano o un consigliere a relazionarsi con un milione e mezzo di persone? Certe funzioni vengono tolte ai Comuni al pari di molti uffici dello Stato sul territorio». Il cahier des doleances è quello classico, ma stavolta non funziona anche perché alla riunione si presenta a sorpresa Vincenzo Del Regno, ex segretario generale per Cenni, oggi in forze al sindaco di Genova Marco Doria. «Non c'è nulla di organizzato» dice con un sorriso abbozzato. E c'è da credergli. Di lì a poco Del Regno disillude il sindaco sulle possibilità di osteggiare la riforma del governo: «La giunta potrebbe adottare una delibera per chiedere alla Regione di presentare un ricorso alla Corte Costituzionale per violazione dei principi di eguaglianza e di leale collaborazione fra Stato ed enti locali» illustra in punta di diritto. La prima eccezione, in effetti, sarebbe praticabile. Perché il decreto attribuisce il veto ai Comuni capoluogo nell'ambito della città metropolitana, ma nell'accorpamento lo toglie a Prato e Pistoia. Si potrebbe ripristinare questo potere, ma il destino non cambierebbe. È questo il messaggio lasciato neppure sottotraccia da Del Regno. «Chi si oppone può fare poco – ammette –. Sono tutti convinti che possa essere una grande opportunità. Negli statuti si possono stabilire competenze importanti». Anche il presidente del consiglio comunale, Bettazzi porta a casa uno smacco. I capigruppo dell'opposizione qualche ora prima hanno affondato la possibilità di andare a Roma per tenere una seduta di protesta del consiglio comunale contro il governo.

Carlandrea Poli

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